Un grave atto è avvenuto all'ospedale San Camillo de' Lellis di Rieti, dove nella notte tra venerdì 11 e sabato 12 settembre ignoti hanno danneggiato il laboratorio di analisi dedicato a processare i tamponi per la ricerca del Covid-19. Non un incidente, ma un atto deliberato con la manomissione di un computer e dell'amplificatore Real Time Pcr. Il laboratorio fa parte della macchina messa in piedi dalla sanità regionale, che ha permesso di arrivare a lavorare oltre 13.000 tamponi in un solo giorno.

Un gesto che le istituzioni si sono affrettate a condannare con parole durissime, parlando senza mezzi termini di sabotaggio. "Vigliacchi criminali! Solo così si può definire chi ha danneggiato il laboratorio di analisi Covid a Rieti. Un danno per la salute dei cittadini. Come Regione Lazio ci siamo già attivati per il ripristino, spero che i responsabili siano individuati presto", ha dichiarato il governatore Nicola Zingaretti.

Gli ha fatto eco l'assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato, che ha parlato di "atto vile e assurdo", di un gesto "non tollerabile" e di "un atto contro la salute pubblica". D'Amato ha anche sottolineato come non si sia verificata nessuna interruzione del servizio a causa del danneggiamento.

Ovviamente sull'episodio la procura di Rieti ha aperto un'inchiesta e gli inquirenti sono a lavoro per stabilire chi sono gli autori del sabotaggio e qual'è il movente. Lo scorso aprile un altro grave episodio era avvenuto in un ospedale del Lazio, più precisamente al San Camillo di Roma, dove il laboratorio di analisi per la lavorazione dei tamponi era stato sabotato a poche ore dall'inaugurazione.