Il direttore sanitario dell'Istituto nazionale di malattie infettive Lazzaro Spallanzani è tornato a parlare di riaperture. In un'intervista a Il Corriere della Sera ha specificato – come aveva già fatto diverso tempo fa – che "non possiamo rimanere chiusi tutta la vita", e che è "contento" della svolta che ci sarà a partire dal 26 aprile. Non è una novità: Vaia ha sempre puntato a riaprire alcune attività, in modo intelligente e rispettando tutte le condizioni di sicurezza, anche per premiare i cittadini, che da oltre un anno subiscono restrizioni a causa della pandemia da coronavirus. Con conseguenze non solo psicologiche, ma anche economiche. "Adesso è fondamentale procedere come le formichine e pensare a un piano Marshall per scuola e trasporti", ha dichiarato.

Agire su scuola e trasporti

Per piano Marshall Vaia intende affrontare un piano sul quale ha molto puntato finora e che però non è stato adeguatamente considerato. "Siamo in guerra e in guerra si fanno leggi speciali. Su trasporti e scuola bisognava intervenire ieri, io lo dico da maggio dello scorso anno. E invece si è perso troppo tempo: adesso bisogna sfruttare la bella stagione per gettare le basi e predisporre le fondamenta per il prossimo autunno, integrando con i privati e investendo nella scuola. Lo si faccia rapidamente e senza indugi". Per Vaia, rispetto al 2020 siamo avvantaggiati: "Abbiamo tre armi in più: i vaccini, le terapie monoclonali e la determinazione dell’opinione pubblica. Le persone non hanno bisogno di deprimersi e di essere impaurite, ora serve mettere in campo un sistema di premialità e di fiducia. Così come bisogna evitare di disorientare la gente e per questo è necessaria la collaborazione degli scienziati, che non devono istillare pessimismo".

Continua la campagna vaccinale

Come al solito, la parola d'ordine è essenzialmente una: continuare a vaccinare. guardando "sia ai vaccini a Rna messaggero che a quelli a fattori adenovirali". E continua anche lo studio dello Spallanzani in collaborazione con Gamaleya sul vaccino russo Sputnik V. "Dove ci porterà questo studio non lo sappiamo. I ricercatori russi hanno messo a disposizione le loro conoscenze come noi abbiamo messo a disposizione del mondo il virus che abbiamo isolato. La politica deve togliere le mani dalla scienza, che è libera, incondizionata e incondizionabile".