Regione Lazio, bufera su un’altra nomina illegittima: Tribunale del Lavoro la condanna a pagare 65mila euro

Arriva una nuova condanna per la regione Lazio da parte del Tribunale del Lavoro di Roma, che ha stabilito un risarcimento da 65mila euro per Luigi Roberti, candidato all'incarico di dirigente dell'Area ‘Pianificazione, gare per enti del SSR e acquisti ICT' ma a cui è stato preferito – in maniera illegittima secondo il giudice Fabrizio Scarzella – Alessio Primavera. Non si è fatta attendere la stoccata delle opposizioni contro il presidente Francesco Rocca. "Siamo di fronte alla terza bocciatura da parte della magistratura sulle nomine dirigenziali della Regione Lazio: prima la direzione della Protezione Civile, poi la direzione Agricoltura e ora un nuovo incarico strategico – dichiara la capogruppo di Italia Viva in Consiglio regionale del Lazio, Marietta Tidei -. Il punto ormai è evidente: non siamo davanti a errori occasionali, ma a un metodo".
Terza nomina dichiarata illegittima e seconda condanna in due mesi
Il caso più grave è ancora quello della nomina di Roberto Aleandri alla direzione dell'Agricoltura e per cui la Regione Lazio è stata condannata il 13 febbraio dalla Prima Sezione Lavoro del Tribunale civile di Roma a risarcire un altro candidato per 225mila euro. Secondo quanto stabilito dalla corte, Aleandri non avrebbe avuto i requisiti per l'incarico dirigenziale poi assegnatogli. Stesso giudizio – ma con assoluzione per la regione – era stato espresso il 28 gennaio circa Massimo La Pietra, ex Croce Rossa, nominato direttore della Protezione Civile.
Il giudice del lavoro: "Evidente differenza d'esperienza fra i candidati"
Ma la Regione non avrebbe rispettato il suo stesso bando anche per quanto riguarda la nomina per individuare dirigente dell'Area ‘Pianificazione, gare per enti del SSR e acquisti ICT', un incarico che prevede molti compiti: dalla programmazione di acquisti sanitari all'indizione di gare d'appalto per la concessione di servizi di vario genere. Ruoli per cui "la differente professionalità acquisita dai due candidati, nell’ambito del settore proprio dell’incarico in esame, appare, pertanto, oggettiva e desumibile direttamente dai curricula", come si legge nella sentenza.
Se Roberti "possiede una esperienza pluriennale e specifica, in veste di dirigente, negli ambiti espressamente contemplati", avendo anche "operato presso la centrale acquisti della medesima Regione, occupandosi di appalti sanitari", come osservato dal giudice Scarzella, lo stesso non si potrebbe dire per Primavera. Quest'ultimo, infatti, prima della nomina si era occupato di appalti di lavori, non di beni e servizi, e "aveva peraltro svolto un solo incarico dirigenziale presso la UOC Progettazione e Direzione lavori del Dipartimento Tecnico Patrimoniale della Asl 1 di Roma, i cui principali compiti riguardavano la programmazione, progettazione ed esecuzione di interventi di manutenzione ordinaria", continua la sentenza. Una differenza d'esperienza che sarebbe dovuta essere decisiva nelle valutazioni della commissione incaricata.
Tidei (Iv): "Rocca fa finta di nulla, è inaccettabile"
Il terzo caso in poco due mesi: una sequenza che rischia di aprire la strada ad altri ricorsi e a un serio danno economico per la Regione. Ma è ancora più ingombrante il problema politico e amministrativo, rispetto a cui la Giunta procede a fare spallucce, con Rocca che ha declinato la convocazione nelle ultime tre sedute della Commissione Trasparenza.
"È inaccettabile che, di fronte a queste ripetute pronunce, il presidente continui a fare finta di nulla – continua la capogruppo di Italia Viva -. La sua amministrazione procede come se violare regole e criteri di selezione fosse diventata la normalità. Ancora più grave è il silenzio della Giunta: nessuna spiegazione, nessuna presenza in Commissione Trasparenza, nessuna assunzione di responsabilità. Per questo chiediamo con forza che il presidente Rocca venga immediatamente a riferire in Consiglio regionale. Non siamo davanti a episodi isolati, ma a un problema strutturale che riguarda il rispetto delle regole, la trasparenza e la credibilità delle istituzioni. Su questo non faremo sconti", conclude Marietta Tidei.
