Quattordicenne salva la famiglia dalle violenze del padre: “Venite o uccide la compagna e le mie sorelle”

Ha salvato la famiglia dalle violenze del padre ubriaco e drogato chiamando la polizia. "Venite o uccide la compagna e le mie sorelle" è la telefonata che la giovane ha fatto al Numero Unico delle Emergenze 112, chiedendo aiuto. Così un uomo che sarebbe dovuto restare in carcere fino al 2042 per numerosi delitti di sangue è stato nuovamente arrestato e ci è tornato per lesioni ai famigliari e resistenza ai poliziotti.
Come riporta Il Messaggero i fatti risalgono alla notte di giovedì scorso 29 gennaio e sono avvenuti in un'abitazione in zona La Rustica a Roma, dove l'uomo è rientrato a casa ubriaco e sotto l'effetto della cocaina verso le ore 23. La compagna e le cinque figlie di lui hanno raccontato le violenze subite ai poliziotti in sede di denuncia, una spirale di maltrattamenti e soprusi che andava avanti da tempo. L'uomo ha insultato la compagna e l'ha colpita con una padella. Le ha poi lanciato contro una griglia, che ha raggiunto alla testa una delle sue figlie minorenni, provocandole un taglio in fronte.
Una delle figlie di lui, la quattordicenne, è riuscita a chiudersi a chiave nel bagno con il telefonino e ha avuto la lucidità di chiamare aiuto. Ha composto il 112 e chiesto l'intervento urgente delle forze dell'ordine. Ricevuta la segnalazione nell'abitazione sono giunti i poliziotti. Hanno trovato l'uomo che cercava la compagna e le figlie per strada armato di coltello.
Vedendo i poliziotti l'uomo ha cercato di rientrare in casa citofonando alla madre disabile, ma gli agenti lo hanno raggiunto e bloccato. Lui ha cercato di liberarsi opponendosi all'arresto. I poliziotti hanno acquisito le informazioni sulla vicenda e inviato tutto in Procura, per cui il magistrato ha trasferito l'uomo nel carcere di Rebibbia.