Tra i beni confiscati dalla Guardia di Finanza agli imputati del processo sul ‘Mondo di Mezzo', ci sono anche 10 milioni di euro di opere d'arte. Queste facevano parte della collezione di Massimo Carminati, l'ex Nar scarcerato a giugno dopo 5 anni e 7 mesi di reclusione per decorrenza dei termini della custodia cautelare in carcere. Diverse le opere di Mimmo Rotella, esponente del Nouveau Réalisme e della Por Art internazionale, il cui valore si aggira tra gli 80mila e i 150mila euro l'una. Numerose le opere dell'artista raffiguranti le locandine dei film di cui è stata protagonista l'attrice Marilyn Monroe, raffigurata anche in una copra del famoso ritratto di Andy Warhol. Tra le opere anche un collage intitolato Gangster, una serigrafia autografata da Mirò, sculture e opere di Botero, Schifani e molti altri. La provenienza di queste opere non è nota: nessuno ne ha denunciato lo smarrimento o il furto, ma è impossibile capire come siano entrate in possesso di Carminati. Per questo la Guardia di Finanza ha dedotto che la provenienza fosse illecita e ne ha disposto il sequestro.

Il sequestro da 27 milioni di euro della Guardia di Finanza

La Guardia di Finanza ha confiscato beni per un valore di circa 27 milioni di euroagli imputati del maxiprocesso al Mondo di Mezzo. Tra loro, anche Massimo Carminati e Salvatore Buzzi: all'ex Nar sono state sequestrate la villa di Sacrofano (che diventerà sede della Asl Roma 5) e opere d'arte per un valore stimato di dieci milioni di euro. A Buzzi sono stati invece confiscati due immobili a Roma, le quote e il patrimonio di due società per un valore stimato di oltre 2,6 milioni di euro. Non solo: il provvedimento ha riguardato anche quello che gli inquirenti ritengono essere il braccio destro di Carminati, Riccardo Brugia, oltre a Roberto Lacopo, Agostino Gaglianone, Fabio Gaudenzi, Cristiano Guarnera e Giovanni De Carlo. Si tratta di persone arrestate nel 2014 nell'ambito della prima operazione dell'inchiesta della Procura di Roma.