Primario del Sant’Eugenio vendeva pazienti alle cliniche private, il giudice: “Spregiudicatezza criminale”

"Spiccata spregiudicatezza criminale". Con queste parole il tribunale del Riesame ha spiegato la decisione di confermare gli arresti domiciliari per il dottor Roberto Palumbo, ex primario di Nefrologia all'ospedale Sant'Eugenio di Roma, indagato per corruzione. Palumbo è accusato di aver creato un giro di pazienti bisognosi di dialisi, che venivano inviati a cliniche private "amiche" dietro compenso. Un'operazione architettata e diretta senza "remore a offrire in vendita la propria funzione pubblica", scrivono i giudici.
Palumbo arricchitosi sfruttando "l'incapacità delle strutture pubbliche"
Palumbo è stato arrestato in flagranza di reato il 4 dicembre scorso dopo aver intascato una tangente da tremila euro dall'imprenditore, anche lui ai domiciliari, Maurizio Terra. Il Tribunale del Riesame aveva ribadito la decisione del giudice per le indagini preliminari a inizio gennaio 2026. Oggi sappiamo che, per i giudici, Palumbo è colpevole di aver sfruttato "l’incapacità delle strutture pubbliche di soddisfare compiutamente le esigenze di cura dei pazienti dializzati", scrivono nelle circa ottanta pagine di motivazioni. Lo avrebbe fatto piegando a suo vantaggio il sistema per cui il Servizio sanitario nazionale si affida a strutture private accreditate che vengono poi rimborsate.
Con la sua funzione di primario, come ricostruito nell'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco e dal pubblico ministero Gianfranco Gallo, Palumbo si sarebbe messo al centro di un sistema corruttivo di cui avrebbero fatto parte un totale di quattordici indagati. Oltre a utilizzare un incarico pubblico per il proprio tornaconto personale, il primario del Sant'Eugenio avrebbe accumulato il potere di fare arricchire o fallire i centri dialisi accreditati.
Il rapporto di Palumbo con la clinica privata Dialeur
Le indagini sono partite proprio dalla denuncia di uno di loro: Carmelo Alfarone, titolare del centro dialisi Diagest srl. Ai pm Alfarone ha raccontato come Palumbo gli avesse chiesto fino a 700mila euro per inviare dei pazienti dal Sant'Eugenio alla sua struttura. Come ribadito dal Tribunale del Riesame, Palumbo avrebbe ricevuto anche viaggi, auto di lusso, regali vari e persino un posto di lavoro per la compagna.
I centri coinvolti nell'inchiesta sono cinque, ma i giudici sottolineano il parallelo arricchirsi di Palumbo con il crescente successo della Dialeur, società della sanità privata di cui Maurizio Terra era rappresentante legale e di cui Palumbo sarebbe stato socio occulto. Solo il medico, infatti, partecipava alla ripartizione degli utili, che avveniva attraverso fatture false della Omnia 2025, una società creata ad hoc per coprire il giro di tangenti.
Tribunale del Riesame: "Palumbo privo di remore"
I legali della difesa avevano presentato ricorso provando a far leva sulle qualità professionali del medico, sul fatto che un suo consulto fosse molto ricercato e sulla mancanza di ricadute negative sulla salute dei pazienti. Ma il punto, per i giudici, è un altro: Palumbo si sarebbe mostrato privo di scrupoli nel mettere in vendita la propria funzione pubblica.