Pompa Gpl esplosa a Villa Gordiani, salgono a quattro gli indagati per omicidio e disastro colposi

Salgono a quattro gli indagati per l'esplosione della cisterna di Gpl avvenuta lo scorso 4 luglio in via Gordiani. La procura di Roma, che indaga con l'accusa di disastro e omicidio colposi e lesioni, ha iscritto sul registro degli indagati altre tre persone: si tratta del legale rappresentante della società incaricata di trasportare il Gpl, del titolare della ditta che aveva affittato il mezzo per portare il gas, e del titolare del distributore. Finora era stato indagato solo l'autista dell'autocisterna, anche lui ferito in modo grave dallo scoppio. Altre perizie sono attualmente ancora in corso.
L'esplosione, che non ha causato una strage solo per l'intervento immediato di forze dell'ordine e soccorritori, è costata la vita a Claudio Ercoli, dipendente della stazione di servizio. L'uomo, che era stato ricoverato con il 55% di ustioni sul corpo, era stato sottoposto a una delicata operazione per ricostruire la cute. Inizialmente era sembrato che potesse farcela, tanto che la polizia è riuscita ad ascoltarlo per avere informazioni su quanto accaduto. Cinque giorni dopo l'esplosione però il quadro clinico si è aggravato irrimediabilmente ed è morto.
Decine le persone ferite a causa dell'esplosione, delle fiamme e dell'onda d'urto, soprattutto appartenenti a soccorritori e forze dell'ordine, già presenti sul posto insieme ai Vigili del Fuoco proprio perché era stata segnalata una fuga di gas dall'autocisterna. L'aria era satura, c'era un principio d'incendio e si è provveduto a evacuare immediatamente tutti gli edifici limitrofi, tra cui un centro estivo nel quale erano già presenti dei bambini.