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Poggio Moiano, la casa di comunità in Sabina non è stata costruita a 22 giorni dalla scadenza del Pnrr

A Poggio Moiano, nella Sabina, i comitati cittadini e la Cgil chiedono un incontro urgente con la Commissione regionale Pnrr per sapere se la casa di comunità prevista nel cronoprogramma si farà. Ma siamo a 22 giorni dalla scadenza del 30 giugno.
Foto di repertorio
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"Che fine ha fatto la casa di comunità di Poggio Moiano?". Con questa domanda apre il comunicato stampa diffuso lo scorso 4 giugno dalla Cgil Rieti Roma Est Valle Aniene. Un quesito che l'organizzazione sindacale, accogliendo le preoccupazioni dei comitati locali di cittadini, ha rivolto direttamente alla Regione Lazio: "Questa struttura, che doveva sorgere nella frazione di Osteria Nuova, era prevista nel cronoprogramma dei lavori del Pnrr e a ridosso della data ultima per il completamento degli obiettivi del piano, fissata al 30 giugno 2026, non esiste nemmeno", afferma Barbara Di Tomassi, segretaria della Camera territoriale del lavoro.

"Per questo abbiamo chiesto alla presidenza della Commissione regionale per il Pnrr un'interlocuzione urgente, al fine di comprendere se le poche informazioni che abbiamo rispondano o meno a realtà. Abbiamo anche chiesto di far convocare la direzione generale della Asl di Rieti, il sindaco di Poggio Moiano e i sindaci dei comuni limitrofi, affinché il confronto sia realmente utile — prosegue la sindacalista — Per il progetto originario era stato previsto un finanziamento da 2 milioni e 488mila euro, soldi del fondo di rilancio europeo, per creare una struttura che potesse servire un bacino d'utenza di 15mila persone".

"Era stato promesso un presidio all'avanguardia"

Tra maggio e luglio del 2025 ci sono stati una serie di incontri tra la direzioni dell'Asl di Rieti e i sindaci dei comuni della Sabina, preoccupati per il progetto, già in aria di cancellazione. Durante la negoziazione, l'11 luglio 2025, "è stato detto ai primi cittadini che la casa di comunità non ci sarà più, ma che al suo posto ci sarebbe stato un presidio più all'avanguardia, con più servizi", racconta Tomassi. Anche il Corriere di Rieti riporta come a margine dell'incontro si è parlato di un "concetto superato di casa della salute, a favore della individuazione di una situazione alternativa, ma equivalente, forse anche migliore”. Alternativa che "andrà a garantire maggiori e più adeguati servizi socio-sanitari per il nostro territorio", si legge.

"Sindaci e cittadini erano fiduciosi, ci si aspettava qualche ritardo, ma non così. Negli altri quadranti sono state praticamente tutte completate. Poi lasciamo perdere se queste case di comunità sono funzionanti totalmente o parzialmente, però il progetto comunque è stato realizzato", sottolinea la segretaria, che spiega: "Quella di Osteria Nuova è strategica e fondamentale. Bisogna considerare che tra Poggio Moiano e il presidio più vicino, l'Asl di Passo Corese, frazione di Fara Sabina, ci sono 24 chilometri. Per una popolazione anziana, spesso con più di 75 anni, è difficile percorrere in macchina quella distanza, che si tratti di un'emergenza, di assistenza infermieristica o di una semplice visita. A chiedere una struttura sanitaria sono i cittadini".

"Bisogna fornire tranquillità a una comunità piuttosto isolata"

Tomassi chiarisce che "per quanto riguarda il nostro quadrante, tutto quello che c'è scritto nel cronoprogramma si sta realizzando, tranne il progetto della casa della salute a Poggio Moiano. Sicuramente ci sono altre questioni importanti di cui discutere, come la carenza di infermieri o quella dei medici di medicina generale, che sono sempre di meno, che stanno andando in pensione, mentre quelli nuovi non sono attratti dalle aree interne del Paese, ma proprio la casa di comunità poteva tamponare parte di questi problemi".

"Un presidio locale — conclude la sindacalista — potrebbe alleggerire il carico sui pronto soccorso, come quello dell'unico ospedale che abbiamo nella provincia, a Rieti, a 31 chilometri da Osteria Nuova. E in secondo luogo concentrerebbe gli operatori socio-sanitari in un unico hub capace di diventare un vero e proprio presidio territoriale, in grado di fornire tranquillità a una comunità che è piuttosto isolata. Dovevamo fare la sanità territoriale? Allora facciamola".

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