“Piangevo, diceva che mi avrebbe tagliato le p***e”: sospesi tre agenti accusati delle torture a Casal del Marmo

Immagine
Tre agenti del carcere minorile di Casal del Marmo sono stati sospesi dal servizio nell’ambito dell’inchiesta su presunte torture e maltrattamenti ai detenuti. Dieci agenti sono indagati a vario titolo per tortura, lesioni e falso.

Tre agenti accusati di aver preso parte ai maltrattamenti e alle torture verso i detenuti minorenni del carcere di Casal del Marmo sono stati sospesi dal servizio. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari nei confronti di coloro i quali, "sfruttando la propria rete di contatti, conoscenze od altro, possa reiterare la condotta criminosa, anche in veste di concorrenti, morali o materiali”. Valutazioni che "non possono essere lasciate alla libera sensibilità dell’amministrazione penitenziaria (e dei suoi, peraltro mutevoli, vertici) ma vanno orientate, vista la descritta situazione di ripetute violenze”.

Le violenze su detenuti dai 15 ai 19 anni

A riportare la notizia, è la Repubblica. La decisione è stata presa dal giudice per la gravità dei fatti contestati agli agenti: dieci in totale, accusati a vario titolo di tortura, lesioni, e falso. Ad accusarli, diversi ragazzini di età compresa tra i 15 e i 19 anni detenuti nel carcere, che hanno raccontato un modus operandi simile, confermato anche da referti medici, relazioni e testimonianze degli operatori: anche loro hanno riferito di aver subito minacce dagli agenti, che volevano intimargli il silenzio. Una vicenda terribile, sulla quale sono in corso indagini da mesi, al fine di fare chiarezza su una situazione estremamente grave.

Le testimonianze dei ragazzi

Pugni, botte, minacce di morte, sia nelle loro celle sia in infermeria: i ragazzi hanno denunciato che le violenze sistematiche sarebbero avvenute soprattutto di notte, quando il controllo era minore. "Mi ha lanciato addosso dei libri e mi hanno fatto sdraiare sul lettino, togliere i pantaloni e gli slip e mi hanno minacciato di tagliarmi le palle. Poi hanno preso una forbice e l’ha avvicinata al mio testicolo destro facendomi uscire del sangue. Io piangevo e li pregavo di smettere e poi mi hanno riportato in cella e hanno continuato a picchiarmi con calci e pugni", ha denunciato un giovane. Hanno raccontato che reagire non era possibile: se lo si faceva si veniva brutalmente picchiati, con la complicità degli altri agenti, e le percosse continuavano anche in infermeria.

Il nodo dell'hashish e dell'alcol

A bucare il muro di omertà, che andava avanti probabilmente da molto tempo, è stato anche il personale volontario del carcere che assiste i ragazzi, e che ha ascoltato i racconti di quelle violenze. E così sono venute alla luce, portando all'indagine che ha messo sotto esame dieci agenti con accuse pesantissime che potrebbero avere gravissime conseguenze. Secondo quanto raccontato dai ragazzi, gli agenti avrebbero portato nel carcere anche hashish ed alcol: ulteriori elementi, che sono oggetto di indagine.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views