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Aggiornamenti sul caso Emanuela Orlandi

Perché sono state riaperte indagini su Emanuela Orlandi: tutti i nuovi elementi sul caso

Dalla serie Netflix alla commissione parlamentare d’inchiesta fino ai nuovi elementi acquisiti sul caso: quali sono le novità sulla scomparsa di Emanuela Orlandi.
A cura di Beatrice Tominic
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La magistratura Vaticana ha deciso di riaprire l'inchiesta sul caso di Emanuela Orlandi. La decisione è stata presa dalla Gendarmeria e dal promotore della giustizia Vaticana a seguito delle numerose denunce e istanze presentate dalla famiglia Orlandi. "Si è trattato di un atto dovuto – ha dichiarato a Fanpage.it il promotore Alessandro Diddi – Abbiamo quindi riaperto il fascicolo sulla sua scomparsa".

La riapertura delle indagini avviene a quaranta anni dalla scomparsa di Emanuela, sparita appena concluse le lezioni di musica in piazza Sant'Apollinare il 22 giugno 1983 e dopo otto dalla chiusura dell'ultima, archiviata nel 2015. Nell'ultimo periodo, però, complice anche l'uscita del docufilm Vatican Girl su Netflix, il caso Orlandi ha ottenuto nuovamente una grande attenzione mediatica. Alle tante piste già esistenti, se ne sono aggiunte di nuove.

Sono molte le informazioni inedite rese pubbliche negli ultimi mesi: dalla lettera al fratello di Ali Agca agli audio inediti sulle ragioni della scomparsa e il presunto tenore di vita in Vaticano, fino ad arrivare dalla commissione parlamentare d'inchiesta sui grandi casi irrisolti romani fra i quali, oltre all'omicidio di Simonetta Cesaroni in via Poma, figurano il caso Orlandi e la scomparsa di Mirella Gregori, ad esso strettamente collegato. Ripercorriamo le ragioni che hanno permesso di riaprire il caso.

Vatican Girl e la nuova attenzione al caso Orlandi

Era il 20 ottobre di quest'anno quando le vie e le piazze della capitale si sono risvegliate tappezzate di manifesti con la scomparsa di Emanuela Orlandi e il volto in primo piano della ragazza, proprio come 39 e qualche mese prima, in occasione dell'uscita del docufilm Netflix, Vatican Girl, che ripercorre il caso.

Alcune delle prime personalità che si sono spese nel periodo della scomparsa, come Giulio Gangi, dei primi agenti segreti che hanno indagato e la pm  Simona Maisto, nel frattempo sono morti. Altri, invece, hanno partecipato al documentario, fornendo informazioni e riportando testimonianze preziose sui quei primi giorni di giallo, ancora irrisolto. Fra loro, è arrivata la testimonianza inedita di una delle amiche di Emanuela. È a lei che la quindicenne ha rivelato un segreto. Una persona molto vicina al papa l'avrebbe infastidita dedicandole un'attenzione sessuale: "Aveva paura e forse anche vergogna, ma non ne ho mai parlato con nessuno: eravamo solo due ragazzine, nessuno mi avrebbe creduto". Ha preso parte al docufilm anche Sabrina Minardi, ex di Renatino De Pedis, che nel 2009 ammise il coinvolgimento della Banda della Magliana sul caso.

Una giovane Sabrina Minardi.
Una giovane Sabrina Minardi.

Nell'audio inedito le ragioni del rapimento e il coinvolgimento della Banda della Magliana

Il coinvolgimento della Banda è stato confermato da più voci, anche in uno degli ultimi audio resi inediti da Alessandro Ambrosini in cui è proprio una persona vicina a De Pedis che spiega il ruolo del boss nella vicenda. Nelle registrazioni viene fatto riferimento ai motivi della sparizione. Una persona vicina al papa, mai nominata, "pure insieme se le portava a letto, se le portava, non so dove se le portava, all’interno del Vaticano". Per salvare la situazione, "quando è diventata una cosa che ormai era diventata una schifezza, il segretario di Stato ha deciso di intervenire" e per farlo si sarebbe rivolto agli ex cappellani di Regina Coeli. "Si è rivolto ai cappellani del carcere: non hanno fatto altro che chiamare De Pedis e gli hanno detto sta succedendo questo, ci puoi dare una mano? Punto. Il resto so tutte caz*ate".

La lettera di Ali Agca sulla vita di Emanuela

Eppure, nonostante i quaranta anni di silenzio e i dubbi in merito, c'è chi sostiene che Emanuela viva ancora serenamente. È il caso di Ali Agca, l'uomo che ha sparato un colpo contro Papa Wojtyla. Dopo un incontro tenuto segreto per anni con il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, anche Agca alla fine del 2022 è tornato a parlare del caso. Oggi 64enne, vive ad Istanbul: è da qui che ha inviato una lettera al fratello della quindicenne scomparsa che, secondo lo stesso Orlandi, sarebbe da ritenere attendibile nei contenuti e degna di ulteriori verifiche.

Emanuela Orlandi a sinistra e un giovane Ali Agca a destra.
Emanuela Orlandi a sinistra e un giovane Ali Agca a destra.

"I rapimenti di Emanuela e di Gregori furono decisi dal Governo vaticano ed eseguiti da uomini del Servizio segreto vaticano vicinissimi al Papa. La trattativa pubblica era una sceneggiata – ha scritto nella missiva Agca – Emanuela é stata presa in consegna da alcune suore fin dall’inizio, ha compreso l’importanza del suo ruolo e lo ha accettato serenamente. So di lei soprattutto grazie a un Padre spagnolo che mi ha visitato in Italia e anche qui a Istanbul". Nel messaggio, Agca ha sottolineato fermamente come la scomparsa di Emanuela sia strettamente collegata a quella di Mirella Gregori.

Il collegamento con la scomparsa di Mirella Gregori

Anche Mirella aveva quindici anni l'anno in cui è scomparsa. La sua sparizione risale a poco più di un mese prima rispetto a quella di Emanuela: il 7 maggio 1983 Gregori e il 22 giugno Emanuela. Anche per questa ragione l'apertura della nuova inchiesta potrebbe gettare speranza e fare luce sulla scomparsa di Gregori. Oltre alla data ravvicinata dei due rapimenti, sia un'amica di Emanuela che la sorella maggiore di Mirella hanno ricevuto un plico con scritto: "Non cantino le due belle more per non apparire come la baronessa e come il ventuno di gennaio martirio di Sant’Agnese con biondi capelli nella vigna del Signore". Oltre alle due ragazze, le due belle more, nelle poche righe potrebbe celarsi il riferimento a Katty Skerl, uccisa l'anno successivo della loro scomparsa la cui bara è sparita nell'estate 2022. Ma molte restano le supposizioni su questi presunti collegamenti e troppe sono le voci, spesso inattendibili, come quella di Marco Fassoni Accetti, che si sono espresse a riguardo.

Katty Skerl, Emanuela Orlandi e Mirella Gregori.
Katty Skerl, Emanuela Orlandi e Mirella Gregori.

L'intervento della politica italiana

Nel frattempo, per cercare di fare luce su un caso archiviato dal 2015, anche la politica italiana ha deciso di aprire una commissione parlamentare d'inchiesta sui casi riguardanti le scomparse di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori e sull'omicidio di Simonetta Cesaroni, uccisa in via Poma nel 1990.

"Il Vaticano sa più di quanto dice: uno Stato sovrano, nel cui territorio è avvenuto il rapimento di Emanuela Orlandi, deve farsi sentire e non stare passivamente alla versione che il Vaticano offre di questa vicenda", ha dichiarato Carlo Calenda durante la presentazione della commissione.

La determinazione del fratello di Emanuela, Pietro Orlandi

"Ci serve la collaborazione di persone anche che lavorano in Vaticano, che sono a conoscenza di questo fatto, che si liberino la coscienza e che abbiamo il coraggio di non rimanere nell'anonimato. Abbiamo bisogno di loro", aveva dichiarato Pietro Orlandi lo scorso giugno. Se oggi la Santa Sede ha deciso di riaprire il caso è soprattutto grazie a lui che non si è mai arreso e che ha sempre continuato a cercare la verità su sua sorella.

"Aprire il fascicolo è stato un atto dovuto a fronte delle denunce delle famiglia Orlandi", ha spiegato a Fanpage.it il promotore della giustizia Vaticana. Come specificato anche dall'avvocata Laura Sgro, che assiste Pietro Orlandi, per anni hanno continuato ad inviare denunce e istanze in Vaticano. Per il prossimo 14 gennaio, giorno del compleanno di Emanuela, Pietro Orlandi ha organizzato un nuovo sit-it. Appena qualche giorno prima, in occasione della morte di Papa Benedetto XVI, aveva dichiarato: "Papa Ratzinger, come il suo predecessore, è rimasto in silenzio fino alla morte". La speranza, con l'apertura di questo nuovo fascicolo, è che si possa arrivare finalmente ad una svolta sul caso.

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