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L'omicidio di Willy Monteiro Duarte a Colleferro

Perché per i fratelli Bianchi è caduto l’ergastolo per l’omicidio di Willy e cosa succede adesso

Ridotta a 24 anni in appello la pena dei fratelli Bianchi, che in primo grado erano stati condannati all’ergastolo. Adesso l’ultima parola sulla vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Willy Monteiro Duarte spetta alla Corte di Cassazione, terzo e ultimo grado di giudizio.
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A cura di Enrico Tata
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L'omicidio di Willy Monteiro Duarte a Colleferro

Ventiquattro anni per Marco e Gabriele Bianchi, 21 anni per Matteo Pincarelli e 23 per Francesco Belleggia. I giudici d'appello hanno confermato la pena inflitta a Pincarelli e Belleggia e ridotto quella dei fratelli Bianchi, che in primo grado erano stati condannati all'ergastolo per l'omicidio di Willy Monteiro Duarte. Ma perché la sentenza d'appello è diversa da quella di primo grado? E adesso cosa succederà?

Perché i giudici hanno ridotto la pena per i fratelli Bianchi

Cosa cambia tra la sentenza di primo grado e quella di secondo grado? In estrema sintesi, la concessione delle attenuanti generiche per tutti gli imputati. In primo grado, invece, erano state riconosciute solo a Belleggia e Pincarelli e non ai Bianchi. Adesso bisognerà aspettare la pubblicazione delle motivazioni della sentenza per capire il motivo per cui i giudici abbiano preso questa decisione.

La concessione delle attenuanti generiche per Marco e Gabriele Bianchi non era tuttavia un fatto inaspettato. La mamma di Willy, la signora Lucia, ha ammesso che era preparata a questa sentenza, e il legale della famiglia Monteiro Duarte, l'avvocato Domenico Marzi, ha dichiarato: "Obiettivamente i fatti si sono svolti in una modalità tale da non consentire un distinguo così netto fra i due protagonisti Bianchi e gli altri due protagonisti Pincarelli e Belleggia ai quali già erano state concesse le attenuanti generiche, quindi una decisione che io ritengo processualmente ineccepibile". 

Per il pm Francesco Brando, l'impianto accusatorio ha retto, poiché "è rimasto tutto uguale al primo grado ad eccezione delle attenuanti generiche". E secondo l'avvocato di Francesco Belleggia, "con questa sentenza che ha riformato le pene, vengono equiparate tutte e quattro le posizioni. Leggeremo le motivazioni".

La concessione delle attenuanti generiche ai fratelli Bianchi

In pratica, quindi, le responsabilità nell'omicidio di Willy Monteiro vengono sostanzialmente equiparate tra i quattro imputati. Ma perché i giudici di primo grado non avevano concesso le attenuanti generiche ai Bianchi e invece le avevano riconosciute a Belleggia e Pincarelli?

I fratelli sono stati condannati in primo grado all'ergastolo per omicidio volontario, aggravato dai futili motivi e senza la concessione di attenuanti. Questo si spiega, hanno scritto i giudici nelle motivazioni della sentenza, con la "capacità a delinquere" dei Bianchi. I fratelli hanno infatti "precedenti in corso per fatti di violenza e sono stati condannati in secondo grado per reati di spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione". 

Inoltre non lavoravano all'epoca dei fatti e hanno sostenuto di non aver picchiato a morte il povero Willy. Pincarelli era invece un lavoratore e in parte ha ammesso il fatto, mentre Belleggia frequentava l'università.

Cosa succede adesso, l'ultima parola alla Cassazione

Adesso cosa succede? La parola passerà alla Corte di Cassazione, perché già l'avvocato di Belleggia e quelli dei Bianchi hanno detto che presenteranno ricorso. Il terzo e ultimo grado di giudizio servirà per mettere la parola fine alla vicenda giudiziaria legata all'omicidio di Willy Monteiro.

Gli avvocati dei Bianchi chiedono di derubricare l'accusa da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale, come già hanno chiesto oggi ai giudici d'appello. Omicidio preterintenzionale significa, calato in questa storia, che i Bianchi volevano picchiare Willy e fargli del male, ma non così tanto da ucciderlo.

"Non ci convince la qualificazione giuridica data ai fatti che secondo noi andava inquadrata nell'omicidio preterintenzionale, c'erano tutti gli elementi per ritenerlo configurabile. Ora dobbiamo attendere il deposito delle motivazioni per capire come spiegano questa decisione. Andremo in Cassazione anche perché il fatto è lo stesso e identico per tutti e invece ancora rimane una diversità di trattamento sanzionatorio per tutti gli imputati", ha detto l'avvocato Valerio Spigarelli, che difende Marco Bianchi.

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