“Paga e tuo figlio giocherà a calcio”, ma è una truffa: indagato anche l’ex Roma Fabrizio Lucchesi

Il sogno di diventare calciatore, una promessa mai mantenuta e oltre 30mila euro spariti. È questa la vicenda al centro dell’inchiesta della Procura che coinvolge Giuseppe Basile e Marco Rossetti, indagati per truffa. Nelle carte è finito anche il nome di Fabrizio Lucchesi, ex direttore sportivo della Roma scudettata del 2001 e oggi al Guidonia Montecelio, che però si è dichiarato totalmente estraneo alla vicenda. Lucchesi è indagato per ricettazione.
I soldi dati a Basile e Rossetti
I fatti risalgono all’autunno del 2023, quando un 18enne e suo padre vengono convinti a pagare ingenti somme con la prospettiva di un tesseramento prima alla Fermana e poi al Catania. Un’opportunità che, però, non si concretizzerà mai. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Basile e Rossetti avrebbero avvicinato il padre del ragazzo proponendo un accordo: 25mila euro per avviare le pratiche necessarie a far entrare il giovane nella Fermana, tra tesseramento e sistemazione logistica. Una cifra che la famiglia decide di versare, fidandosi delle promesse ricevute.
Il ragazzo non viene mai chiamato. Nessun provino, nessun contratto, nessun campo. Passano le settimane, poi i mesi. E quando le aspettative iniziano a incrinarsi, arriva una nuova proposta: altri 6mila euro, questa volta per un possibile ingaggio al Catania. Anche questa cifra viene consegnata. E anche in questo caso, però, il risultato è lo stesso: nessun tesseramento e nessuna opportunità reale.
Come riporta il Corriere della Sera, una parte consistente di quei soldi – 15mila euro – sarebbe finita a Lucchesi. Per gli investigatori, l’ex dirigente avrebbe incassato quella somma pur essendo consapevole della sua origine illecita. L’ex Roma, tuttavia, smentisce categoricamente di essere stato a conoscenza della provenienza del denaro.
Lucchesi: "Estraneo a ogni accusa"
Fabrizio Lucchesi si è dichiarato totalmente estraneo alla vicenda, sottolineando che si tratta di una storia ormai datata, rispetto alla quale ha già chiarito la propria posizione davanti alle autorità competenti. "Non sono mai stato parte attiva nella vicenda, assolutamente – ha dichiarato – Piuttosto sono una vittima, non avevo la minima idea di cosa avessero fatto quelle due persone. Ai magistrati ho già chiarito la mia posizione senza alcun problema. Ho dato mandato ai miei legali di procedere legalmente, anche per diffamazione, nei confronti di chi dovesse riportare informazioni inesatte sulla mia posizione e sul mio conto".
Secondo la Procura, Basile e Rossetti avrebbero così incassato complessivamente 31mila euro senza mai garantire alcun accesso al calcio professionistico. Il sogno del giovane si è fermato prima ancora di iniziare, mentre i soldi sono spariti senza lasciare traccia.