Ostia, picchiato e sequestrato per debito di droga: tutti 20enni i 5 giovani sottoposti a misure cautelari
Sequestro di persona a scopo di estorsione, lesioni aggravate e violenza privata sono i reati dei quali dovranno rispondere a vario titolo cinque giovani, tutti ventenni. I carabinieri della Compagnia di Roma-Ostia la mattina presto di lunedì 7 settembre, hanno arrestato e portato in carcere tre ragazzi e ne hanno sottoposti altri due a divieto di dimora. Provvedimenti scattati a seguito dell'ordinanza del giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Roma, su richiesta della Procura della Repubblica, Direzione Distrettuale Antimafia.
Il sequestro
A svolgere le indagini sono stati i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Ostia, coordinati dalla DDA della Procura di Roma. Accertamenti che sono partiti da un’aggressione con sequestro di persona, che risale al 29 luglio scorso, in piazza Lorenzo Gasparri a Ostia, una nota piazza di spaccio. Vittima è un trentenne, che secondo gli inquirenti farebbe parte gruppo criminale di Tor Bella Monaca. L’uomo avrebbe contratto un debito di 1.500 euro, perché mancavano alcune dosi di crack.
Avrebbe cercato di trovare riparo a Ostia, ma è stato riconosciuto, immobilizzato e picchiato. Chiuso poi in un locale a piano terra, assieme a lui c'era una persona che lo controllava. Lo hanno raggiunto dei membri del gruppo criminale di Tor Bella Monaca, pronti a portarlo via, ma i carabinieri sono intervenuti e hanno impedito che ciò avvenisse. Nei giorni successivi uno degli aggressori ha di nuovo minacciato il trentenne, per convincerlo a non parlare con le forze dell'ordine. Ma i militari hanno identificato i giovani, tutti ventenni. Sono indiziati di far parte delle piazze di spaccio di Ostia e Tor Bella Monaca.
Il locale del sequestro era già stato sequestrato
I carabinieri hanno inoltre fatto un sequestro preventivo del locale in cui è avvenuto il sequestro: commerciale, occupato abusivamente, che veniva usato come un'abitazione. In realtà al suo interno si fermavano i membri del gruppo criminale della zona. Un luogo sequestrato in precedenza durante vari blitz antidroga, perché usato dagli spacciatori come base per nascondere la sostanza stupefacente. Un locale chiuso da un muro per impedire l'accesso, che è stato buttato giù e nuovamente occupato. Le cinque persone dovranno rispondere delle accuse a proprio carico davanti all'Autorità giudiziaria.