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16 Novembre 2021
9:01

Omicidio di Imen Chatbouri: Stefan Catoi condannato a 16 anni di carcere

Sedici anni di carcere per l’omicidio di Imen Chatbouri è la condanna della Corte d’Appello per Stefan Catoi. Respinta l’aggravante della premeditazione.
A cura di Alessia Rabbai
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Stefan Iulian Catoi è stato condannato a sedici anni di carcere per omicidio volontario. Questa la decisione della Corte d'Assise d'Appello riportata da Il Corriere della Sera, che ha emesso il verdetto nei confronti del ventottenne romeno, a processo con il rito abbreviato assistito dall'avvocata Claudia Serafini, perché accusato di aver ucciso buttandola giù al parapetto di Ponte Sisto a Roma Imen Chatbouri il 2 maggio del 2019. I giudici non hanno riconosciuto invece l'aggravante della premeditazione, avanzata dal pubblico minsitero della Procura della Repubblica di Roma Antonio Verdi, che nei confronti dell'imputato aveva chiesto la condanna all'ergastolo. La Corte ha inoltre stabilito che Catoi, una volta scontata la sua pena, dovrà andarsene dall'Italia. L'imputato infatti prima dei drammatici fatti aveva ricevuto un provvedimento di espulsione e non poteva stare a Roma.

L'omicidio di Imen Chatbouri

La notte in cui è morta Imen, tunisina ex campionessa di atletica, secondo quanto ricostruito in sede d'indagine, la trentaseienne si trovava insieme al fidanzato olandese in un pub di via Mattia Battistini, in zona Boccea. Al tavolo era seduto anche Stefan, i due si vedevano per la prima volta: lui aveva mostrato interesse nei suoi confronti e la stava corteggiando, nonostante la presenza del ragazzo, che si è infastidito, le ha dato uno schiaffo e si è allontanato. Imen dopo la sua reazione, rimasta sola, se n'è andata, ma ha incontrato di nuovo Catoi all'altezza di Ponte Sisto. Le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza presenti in zona hanno immortalato l'uomo spingere Imen oltre la balaustra. Per questo trascorsi pochi giorni dall'omicidio è scattato il fermo, poi la convalida, con la custodia cautelare in carcere. Il movente del gesto è ancora ignoto. L'ipotesi è che il killer l'abbia uccisa per aver ricevuto un rifiuto da parte della donna.

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