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Morte del carabiniere Mario Cerciello Rega a Roma
18 Luglio 2021
11:51

Omicidio Cerciello Rega, i legali di Elder: “I giudici si sono fatti influenzare dalla divisa”

Gli avvocati di Finnegan Lee Elder hanno preso parola sulle motivazioni della sentenza con la quale i giudici della Corte d’Assise hanno condannato i due americani all’ergastolo per la morte del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. Secondo la difesa di Elder, i giudici hanno voluto “difendere, a prescindere, alcune testimonianze davvero poco credibili solo perché fatte da rappresentanti dell’Arma”.
A cura di Natascia Grbic
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"Ci troviamo di fronte ad una sentenza non solo ingiusta, ma anche sbagliata nel merito. La lettura delle motivazioni, mostra la precisa volontà di non voler vedere la verità processuale.
Con che coraggio i giudici affermano che non sono emerse negligenze da parte delle forze dell’ordine quando diversi carabinieri sono ancora oggi sotto indagine per questa vicenda?". Lo hanno dichiarato i legali difensori di Finnegan Lee Elder, Renato Borzone e Roberto Capra, all'indomani della deposizione delle motivazioni della sentenza con la quale i giudici hanno condannato all'ergastolo i due americani. "Ci sono dati scientifici che dimostrano che tutte le ferite sono laterali al corpo e compatibili solo con una difesa da terra, come ha sempre dichiarato l’imputato. Ci sono i video delle telecamere che smentiscono platealmente il principale testimone dell’accusa. È chiaro che né i tempi né la logistica hanno permesso ai due carabinieri in borghese di identificarsi mostrando il tesserino ai due giovani americani. Questo non vuol negare la tragicità dei fatti, ma cambia completamente la situazione per i due ragazzi che hanno pensato di trovarsi di fronte due malviventi e non rappresentanti delle forze dell’ordine".

Nelle motivazioni della sentenza, i giudici della prima Corte d'Assise hanno dichiarato che "Finnegan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjort agirono all'interno di un programma condiviso e voluto da entrambi. L'azione delittuosa inizia insieme e termina assieme". "I due imputati sono ben consapevoli di trovarsi in una situazione di illecità da loro stessi provocata", si legge nel provvedimento, "e dalla quale possono ritenersi legittimati a uscire mediante il ricorso a una simile violenza. Non siamo di fronte a una reazione armata, ma al contrario a un'azione finalizzata all’offesa volta a evitare il verosimile arresto da parte delle forze dell’ordine intervenute sul posto e qualificatesi come tali". Secondo la difesa di Elder, i giudici della prima Corte d'Assise hanno voluto "difendere, a prescindere, alcune testimonianze davvero poco credibili solo perché fatte da rappresentanti dell’Arma".

Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth sono stati condannati all'ergastolo in primo grado il 5 maggio. Una sentenza che, secondo la difesa, "rappresenta una vergogna per l'Italia" e che ha scatenato forti polemiche. I legali dei due statunitensi hanno dichiarato fin da subito che ricorreranno in appello, "perché la ricostruzione che leggiamo nella sentenza è errata e dobbiamo dare ai due ragazzi imputati una valutazione equilibrata dei fatti e delle prove che arrivi da un giudizio che fotografi realmente come sono andate le cose. "La difesa proseguirà alla ricerca di un vero processo e di un giudice non condizionato dalla divisa dei testimoni per stabilire una volta per tutte la verità dei fatti".

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