La vedova di Mario Cerciello Rega intervistata a ’La Vita in Diretta’ su Rai 1
in foto: La vedova di Mario Cerciello Rega intervistata a ’La Vita in Diretta’ su Rai 1

Nella notte del 26 luglio 2019, praticamente un anno fa esatto, il vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega è stato ucciso durante il servizio a Roma, quartiere Prati. Rosa Maria Esilio, la vedova del militare, ha ricordato il marito in un'intervista andata in onda oggi a ‘La vita in diretta' su Rai 1: "Il nostro – ha detto – era un amore viscerale. Anche se il nostro rapporto è stato spesso a distanza, eravamo connessi continuamente. Siamo vicino a Campo de Fiori, a pochi passi. Io mi affacciavo alla finestra, lo guardavo fino a che non girava l'angolo. Gli dicevo: "Mi ami?". E lui: "Eh, eh". Ci mandavamo i baci, ci salutavamo. Tutti i nostri sogni, i progetti, lei non ha idea di quanto abbiamo lavorato, Mario ha cercato sempre di creare armonia per la sua famiglia. Noi non siamo stati egoisti, né come persone e né come coppia, abbiamo fatto tanti sacrifici. Io avevo cominciato a lavorare, stava andando tutto bene. Non potevamo che sognare quanti figli avremmo avuto, a avrebbero assomigliato e i nomi che avremmo potuto dare. Io questi figli non li vedrò mai".

Mario, ha raccontato ancora tra le lacrime la signora Rosa Maria "non ha mai fatto mancare nulla alla madre, al fratello e alla sorellina che era ancora bambino. Mario era un padre, un pilastro, una colonna, un punto di riferimento a livello lavorativo e umano. Era di un'energia travolgente, era un treno che portava tutti con sé, aveva una voglia di vivere che trasmetteva a tutti".

Celebrata messa a Roma per Mario Cerciello Rega

Nella chiesa di San Salvatore in Lauro è stata celebrata oggi una messa in ricordo del carabiniere ucciso a coltellate dal 19enne americano Finnegan Lee Elder. Presenti colleghi, parenti, amici e la signora Rosa Maria.  "Il sorriso di Mario è il sorriso di chi nella vita ha saputo riconoscere un sogno nel cuore. Il suo sogno era servire la patria, amando la sua missione da carabiniere, attraverso il suo legame al lavoro e alla famiglia. Ha speso la sua giovane vita per Roma, la città in cui lavorava, ascoltando sempre gioie e dolori di tutti ed aiutandoli ad osservare il senso della giustizia. Ha ascoltato anche i poveri per dar loro voce quando voce non ne avevano. Con la sua morte non è vero che finisce tutto, abbracciamolo ancora una volta", le parole del parroco durante la messa.