"L’ergastolo che ho chiesto per i due imputati non è un trofeo da esibire, come è stato detto dalle difese. Non c’è un trofeo per nessuno. In questa sede non si vince e non si perde perché di fronte a eventi tragici come questi avrei preferito che nulla di quanto è stato ricostruito in aula fosse veramente accaduto". Lo ha dichiarato la pubblico ministero Sabina Calabretta nell'ambito del processo per l'omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. La sentenza per Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth è attesa per luglio: per entrambi è stato chiesto l'ergastolo con isolamento diurno. "Di fronte a una vicenda come questa – continua la pm, con le sue parole riportate da Il Corriere della Sera – con quel carico di sofferenza umana che ha provocato, il mio compito è stato solo quello di ricostruire i fatti per come si sono svolti. La condanna all’ergastolo sarebbe solo la giusta risposta a un fatto di tale gravità". E ancora: "Tra Natale ed Elder: c’è un dolo pieno di concorso in omicidio, Elder e Natale andarono all’incontro con mezzi idonei ad uccidere".

Legale Elder chiede legittima difesa

Il legale di Finnegan Lee Elder, il ragazzo che materialmente ha sferrato le coltellate che hanno ucciso Mario Cerciello Rega, ha chiesto che venga riconosciuta la legittima difesa. "La ricostruzione dei fatti avvenuti va nella direzione di quanto affermato da Elder, e sulla versione data dal collega di Cerciello, Andrea Varriale, ci sono molte incongruenze, a partire dal fatto che i due carabinieri, in borghese, non hanno mostrato i tesserini. Elder inoltre si è ritrovato a terra con Cerciello che era sopra di lui, in una posizione maggiormente aggressiva". Il vicebrigadiere è stato ucciso da Elder con undici coltellate. L'aggressione è durata pochi secondi, ma quando Varriale ha raggiunto il collega a terra non poteva fare molto per aiutarlo. In una drammatica richiesta d'aiuto al 118 si sente Cerciello urlare. Morirà poco dopo a causa della gravità delle ferite riportate.