"Il bendaggio durò 10 minuti scarsi. Non avevo mai bendato un fermato ma in quel contesto lo feci per preservare l'indagine e per l'incolumità del soggetto". Lo ha dichiarato il carabiniere che bendò Gabriel Natale Hjorth, uno dei due giovani accusati dell'omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, oggi in aula davanti la Corte d'Assise. "Era agitato, volevo farlo calmare" ha dichiarato in aula il carabiniere, indagato per il reato di misura di rigore non consentita dalla legge e ora sospeso dal servizio. Hjorth era stato bendato subito dopo il suo arrivo in caserma: fermato insieme all'amico Finnegan Lee Elder, è stato sottoposto a fermo e portato negli uffici di via In Selci.

 

L'arrivo in caserma di Elder e Natale

Il militare ha poi continuato il racconto, spiegando che quando Natale "fu portato in ufficio la tensione era elevatissima, c'era un gran vociare, c'erano urla, tentò anche di divincolarsi dalla presa di un maggiore, era agitato". Il carabiniere riporta anche che Andrea Varriale, il collega di Cerciello in servizio con lui la notte dell'omicidio, si scagliò contro Natale non appena lo vide, ma che lui si mise in mezzo per fermarlo. "C'era agitazione – continua il militare – vidi Elder in piedi in corridoio con accanto un collega che mi disse che stava lì per farlo calmare perché al suo arrivo era stato oggetto sputi. Notai un foulard appeso all'appendiabiti e lo bendai. Il mio scopo era quello di riportare alla calma il soggetto. E in quella circostanza dissi a Natale che se si fosse tranquillizzato gli avrei tolto la benda e anche le manette, cose che poi ho fatto. Nessuno mi disse di sbendarlo".

Gli avvocati di Natale: "Giustificazioni assurde"

Le immagini di Gabriel Natale Hjorth bendato in caserma hanno fatto il giro del mondo. Il carabiniere indagato aveva già dichiarato di avergli coperto gli occhi per calmarlo. Parole che avevano destato l'indignazione dei legali del giovane, che avevano dichiarato "assurde le giustificazioni del bendaggio date dalle varie parti". "Inimmaginabile che una persona venga privata della libertà personale in un Paese civile come l'Italia".