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Nuova pavimentazione al Colosseo, il professore di restauro: “Intervento molto brutto e inutile”

Il restauro degli ambulacri sud del Colosseo con nuova pavimentazione in travertino al posto dei sampietrini, fa discutere. Michele Zampilli: “Non c’è valorizzazione storica”.
A cura di Francesco Esposito
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La ristrutturazione degli ambulacri meridionali al Colosseo (Foto da facebook)
La ristrutturazione degli ambulacri meridionali al Colosseo (Foto da facebook)

Il restauro degli ambulacri meridionali del Colosseo, che cambierà l'area fra l'anfiteatro più famoso del mondo e via Celio Vibenna, continua a far discutere i romani. La sostituzione dei sampietrini con lastre di travertino in un taglio moderno ha fatto parlare sui social, ma anche gli esperti storcono il naso. "Premetto che non ho studiato il progetto, ho solo visto lo stato attuale dell' intervento. Ma devo dire che lo trovo molto brutto, oltre che inutile", commenta a Fanpage.it Michele Zampilli, architetto e professore ordinario di Restauro all'università Roma Tre.

Il professore di Restauro architettonico all’università di Roma Tre, Michele Zampilli
Il professore di Restauro architettonico all’università di Roma Tre, Michele Zampilli

L'intervento, coordinato dal Parco Archeologico del Colosseo, mira a musealizzare i due corridoi che anticamente costeggiavano l'Anfiteatro Flavio e che sono crollati a causa di terremoti e furti di materiali già dal VII secolo dopo cristo. La nuova pavimentazione, che dovrebbe aprire al pubblico prima di Pasqua, si avvicina al livello di quella antica, ma, sottolinea Zampilli, "se l'intenzione era rimettere in vista i basamenti dei due corridoi crollati, questo intervento non li mostra".

Il professor Zampilli: "Nessun riferimento alla storia del luogo"

La tecnica di costruzione, inoltre, sarebbe fortemente ripresa da quella utilizzata all'epoca dell'antica Roma. I massetti sono a base di calce, senza alcun utilizzo di cemento, e sopra sono stati posizionati grandi lastroni di travertino, lo stesso materiale del Colosseo. "Ma questo non non vuol dire assolutamente nulla – aggiunge il professore di Restauro architettonico -. Il cemento negli interventi di restauro non si usa più da anni, mentre la scelta di una pavimentazione in travertino togliendo i sampietrini non la trovo per niente congrua. Sì, è probabile che lì in passato ci fosse una pavimentazione in travertino. Però questo tipo di pavimentazione mi sembra semplicemente molto costosa e non c'è nessun riferimento al significato di quel luogo", prosegue Zampilli.

Foto da Facebook
Foto da Facebook

"Sono solo sedute per i turisti"

In sintesi, non è solo la scelta di un materiale piuttosto che un altro a dare legittimità a un progetto o a renderlo adeguato al contesto. "Per come è adesso non si aiuta la valorizzazione storica", continua Zampilli. A far discutere sono anche i blocchi che escono dalla pavimentazione in corrispondenza dei pilastri che reggevano la volta dei corridoi, ma che, secondo il professore, "sono solo delle sedute per i turisti. Sfido chiunque – aggiunge . a capire che quei grossi zoccoli di travertino corrispondono alle basi delle vecchie strutture murarie".

Anche qui, insomma, più arredo urbano che valorizzazione. "Se avessero voluto rimettere in vista le le strutture murarie dove si appoggiavano i grossi pilastri delle arcate avrebbero dovuto fare uno scavo più profondo e fare un un altro tipo di intervento che probabilmente non era congruente con un camminamento attuale – conclude il professor Michele Zampilli -. Intanto mi sembra veramente uno spreco di denaro pubblico importante, ma sono arrivati talmente tanti soldi col Pnrr e forse non sapevano come spenderli". Manca ancora un po' all'apertura degli ambulacri meridionali, ma la polemica è già entrata nel vivo.

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