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Omicidio colposo è l'ipotesi di reato sulla quale indaga la Procura di Rieti per alcune morti sospette di anziani, almeno cinque, ospiti di una casa di riposo e riabilitazione nel Comune di Fiano Romano, alle porte di Roma, che conta trentasei ospiti. Sotto alla lente d'ingrandimento degli investigatori c'è la posizione di alcuni operatori socio sanitari della struttura in via Venezia, che hanno scelto di non vaccinarsi, prima che per la categoria diventasse obbligatorio. Per ora non ci sono nomi iscritti sul registro degli indagati, ma una svolta potrebbe arrivare nelle prossime ore. A riportare la notizia IlMessaggero, che parla di un focolaio di ventidue anziani positivi al Covid. Nella struttura sono in corso gli accertamenti da parte della Asl Roma 4, che ha sottoposto a tampone tutti gli ospiti con uno screening generale. A portare il coronavirus all'interno della casa di riposo sarebbe stata un'operatrice no-vax, che avrebbe contagiato colleghi e pazienti. Tra i deceduti ci sono due donne di 87 e 94 anni e un uomo di 95.

Vaccino obbligatorio per il personale sanitario

Il caso del cluster nella casa di riposo di Fiano Romano ha riacceso la polemica sull'obbligo vaccinale contro il Covid per i professionisti che lavorano a stretto contatto con le persone fragili. Il governo lo ha reso obbligatorio per il personale sanitario, medici, infermieri e farmacisti. Ad introdurlo il decreto Covid di aprile, varato dal Consiglio dei Ministri, in vigore fino al 31 dicembre 2021. Un provvedimento per tutelare la salute dei pazienti, dei fragili e degli ospiti anziani delle case di cura. Per i professionisti che non dovessero per scelta sottoporsi alla vaccinazione, rifiutando il vaccino è prevista la sospensione dall'ordine professionale il demansionamento o lo stop alla retribuzione.