Night club abusivo mascherato da associazione culturale: sequestrato l’Imperatrice di piazza Bologna

Sulla carta era la sede di un'associazione culturale, ma in realtà era un night club con tanto di pali da lap dance. Senza autorizzazione e con gravi mancanze sul piano dell'igiene e della sicurezza, la polizia ha sequestrato il club Imperatrice di viale delle Province a Roma. Inoltre, il locale accoglieva avventori, previo tesseramento annuale al costo di 10 euro, per tre volte la capienza consentita. Il presidente e il tesoriere dell'associazione sono stati denunciati.
Nessuna autorizzazione per ballare
L'Imperatrice era stato già oggetto di un controllo congiunto di polizia, guardia di finanza e polizia locale, che avevano trovato anche dosi di hashish e cocaina addosso a una ballerina. Ulteriori indagini hanno portato alla luce la mancanza di autorizzazione, da parte della Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo, per lo svolgimento di "attività di trattenimento danzante".
Oltre a questo, gli agenti della Divisione Amministrativa della Questura hanno riscontrato altri inadempienze gravi, a partire dal numero di clienti presenti: tre volte superiori rispetto a quanto previsto dal documento di valutazione dei rischi. In aggiunta, non era stata fatta manutenzione antincendio, le scenografie non avevano la giusta certificazione ignifuga. C'erano poi spine elettriche ammassate l'una sull'altra e cavi pendenti, che avrebbero potuto far scoppiare incendi, con conseguenze terribili. E dietro il bancone del bar, fra le bottiglie di vodka e gin, è stato scoperto del materiale pirotecnico come le fontane diventate tristemente famose dopo la strage di Crans-Montana.

Sequestrato il club Imperatrice: materiali edili nel magazzino e muffa sui muri
Fra la sala principale e il privé dedicato alla lap dance, gli agenti di polizia hanno trovato carenze anche dal punto di vista igienico-sanitario. Nel magazzino erano accatastati pezzi di muratura e altri materiali di risulta, mentre molti muri presentavano intonaco deteriorato e muffa.
Tutto ciò, visto il concreto rischio per clienti e dipendenti, ha portato le autorità a decidere per il sequestro preventivo del locale, convalidato dal giudice per le indagini preliminari. Il presidente ed il tesoriere dell’associazione culturale sono stati denunciati per le ipotesi di reato previste dalla normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e per apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento.

Un altro locale chiuso, questa volta nella frequentata zona di piazza Bologna, in un periodo di controlli serrati a seguito della tragedia di capodanno nella località svizzera. La vicenda, però, ricorda anche quella di un altro night club mascherato da associazione culturale, il Poppea in via Corno d'Africa, vicino il Colosseo, dove le "socie" venivano pagate per esibirsi con balletti sexy e anche per offrire prestazioni sessuali.