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Il comune di Nemi chiederà i danni alla Germania per aver distrutto, durante la Seconda Guerra Mondiale, due navi romani appartenute all'Imperatore Caligola. Questo il contenuto della delibera proposta dal sindaco Alberto Bertucci e approvata dalla giunta comunale di Nemi. Il primo cittadino, secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, non vuole però limitarsi solo alla richiesta dei danni materiali e morali. "Vorremmo che, con un gesto significativo di spirito europeo, le autorità tedesche collaborassero con noi per ricostruire ciò che emerse delle due navi ricorrendo alle nuove tecnologie di riproduzione – spiega Albertucci – Grazie a un libro dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato del tempo, abbiamo una grande mole di dati, misure, immagini per procedere a un’opera di riproduzione, in concorso col governo tedesco e magari con la mediazione del nostro ministero per i Beni e le attività culturali".

Il recupero delle navi tra il 1928 e il 1932

Risalenti al 37-41 d.C, le due navi romane furono individuate già nel 1446. All'epoca il recupero era però troppo difficile e per altre centinaia di anni rimasero sul fondo dell'acqua. Vennero recuperate tra il 1928 e il 1932: per farlo bisognò svasare parzialmente il lago. Un lavoro enorme, una grande impresa archeologica, che portò alla luce le navi. E proprio grazie a questa scoperta che vennero comprese molte tecniche navali dell'epoca romana. Purtroppo le navi di Caligola sulla terraferma, ebbero vita breve. Furono bruciate la notte del 31 maggio 1944 dal 163esimo Gruppo Antiaereo Motorizzato tedesco, che stava battendo la ritirata.