“Nella lista stupri c’è anche il mio nome: è una minaccia”, parla una studentessa del liceo Giulio Cesare

"Nella lista stupri trovata scritta sui muri del bagno dei maschi del secondo piano che è stata trovata giovedì a scuola c'è anche il mio nome". A parlare è una studentessa del liceo romano Giulio Cesare di Roma. "Sono schifata e arrabbiata. Il fatto che sia accaduto nell'interno delle mura della mia scuola peggiora la situazione: la scuola dovrebbe essere considerato un luogo sicuro. Al suo interno dovrei sentirmi libera di camminare nei corridoi in maniera tranquilla. Ma evidentemente non è così".
Il ritrovamento risale a un paio di giorni fa quando, all'interno dei bagni dell'istituto, è stata trovata una scritta rossa sulle piastrelle bianche. "Lista stupri", si legge. E accanto, sulla destra, un elenco puntato composto da una decina di voci: nomi e cognomi di ragazze che frequentano la scuola.
La lista stupri scritta sul muro del bagno: "Anche questa è violenza"
Non appena trovata la lista è scattato l'allarme. "Abbiamo denunciato immediatamente il ritrovamento. Non soltanto dal collettivo Zero Alibi (che per primo ha condiviso sui social network la notizia, condannando quanto accaduto, ndr), ma anche i rappresentanti d'istituto hanno immediatamente parlato con la dirigenza scolastica. Tutta la comunità studentesca ha collaborato per dare maggiore risonanza possibile per dare la giusta attenzione che un gesto del genere merita", ha dichiarato la giovane all'agenzia di stampa Ansa.
Resta la condanna ferma da parte della comunità studentesca di fronte a un fatto violento. "Non possiamo fare finta di niente di fronte a un fatto di questo tipo. Non si può andare avanti come se niente fosse davanti a un evento di questa portata. È un atto di violenza. Che poi non sia una violenza fisica, è sicuramente una minaccia e questo mette a rischio noi studentesse. Una lista stupri è una vera e propria minaccia scritta", ha poi concluso.

Il commento del ministro Valditara: "Fatto grave, da sanzionare"
Non appena appreso quanto accaduto, non ha tardato ad arrivare anche il commento del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara. "Fatto grave, occorre indagare e sanzionare duramente – ha fatto sapere con una nota – Verificheremo anche come stanno andando all'interno del liceo i corsi di educazione al rispetto della donna e di educazione alle relazioni previsti per la prima volta obbligatoriamente dalle nuove Linee guida sulla educazione civica e che lo scorso anno hanno dato risultati molto importanti nella gran parte delle scuole superiori italiane. Il rispetto è un valore imprescindibile. Nella scuola italiana non vi è spazio per la violenza e la discriminazione", ha poi concluso.