L'indice Rt del Lazio continua ad essere sotto la soglia di sicurezza e si attesta, certificano i dati elaborati dall'Istituto Superiore di Sanità, a 0,88 nella settimana compresa tra il 16 e il 22 novembre. È uno dei parametri più importanti che ha permesso al Lazio di rimanere in zona gialla. Sebbene il tasso di occupazione dei posti in terapia intensiva e quelli nei reparti ordinari degli ospedali Covid abbia già oltrepassato la soglia di guardia (sopra il 40 per cento per i pazienti meno gravi e sopra il 30 per cento per quelli che necessitano di supporto respiratorio), un indice Rt sotto quota 1 permette di prevedere un decremento nel numero giornaliero di casi e quindi, come già sta accadendo, una minore pressione ospedaliera. Questa sera le nuove tabelle sui 21 indicatori presi in esame dall'Iss serviranno a decidere eventuali passaggi da zona rossa a zona arancione o zona gialla. Il Lazio, come detto, non cambierà colore e rimarrà, anche questa settimana, in zona gialla.

L'indice Rt nel Lazio

Già lo scorso monitoraggio evidenziava nella regione amministrata da Nicola Zingaretti un indice Rt pari a 0,82 (quindi nel nuovo rilevamento è in lievissimo aumento). Già durante questa settimana il trend dei nuovi casi giornalieri di contagio da coronavirus è in calo. Il virus sta rallentando e, fa notare la Regione Lazio, se confrontiamo il valore di oggi, 27 novembre, con il valore registrato nel primo venerdì del mese di novembre si riscontrano 423 casi in meno. "Dobbiamo consolidare il dato e non abbassare la guardia. Comportamenti come quelli visti a Roma nei grandi centri commerciali sono assurdi, è come mettere benzina nel motore del virus. Se non vogliamo trovarci tra quindici giorni a richiudere tutto vanno evitati", ha dichiarato oggi l'assessore D'Amato.

Perché è così importante l'indice Rt

L'indice Rt, ricordiamo, misura la contagiosità del virus di una malattia infettiva: in altre parole Rt misura il tasso di riproduzione del virus, cioè quanti soggetti possono essere contagiati da un soggetto infetto. Se l'indice vale 1, significa che ogni persona infetta può arrivare a contagiare solo un'altra persona. In questo caso l'epidemia rimane stabile. Se l'indice è superiore a 1 allora l'epidemia crescerà esponenzialmente. Se invece è minore di 1 e continua ad esserlo nel tempo, l’epidemia tende ad esaurirsi. Più è basso l'Rt, più velocemente l'epidemia si risolverà. Chiaramente l'indice Rt dipende anche dalle misure messe in atto per contenere l'espansione dei contagi. Chiaramente l'allentamento delle misure oppure comportamenti non adeguati da parte dei cittadini possono contribuire all'innalzamento del valore di Rt.

L'andamento dell'indice Rt in tutte le regioni italiane

L'indice Rt, che misura la contagiosità del virus, è sceso in Italia a 1,08 nella settimana dal 16 al 22 novembre. La settimana precedente era a 1,18. Nell'ultima settimana dieci regioni hanno già un indice inferiore a 1. Questo l'elenco dell'indice Rt in tutte le regioni italiane rilevato nell'ultimo monitoraggio a cura del Ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità: l'Abruzzo 1.06; la Basilicata 1.21; la Calabria 0.92; la Campania 1; l'Emilia Romagna 1.07; il Friuli Venezia Giulia 1.09; il Lazio 0.88; la Liguria 0.76; la Lombardia 1.17; le Marche 0.93; il Molise 1.17; il Piemonte 0.89; la provincia autonoma di Bolzano 1; provincia autonoma di Trento 0.81; la Puglia 0.99; la Sardegna 0.71; la Sicilia 1.04; la Toscana 1.2; l'Umbria 0.74; la Valle d'Aosta 0.99; il Veneto 1.2.