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Morto a 55 anni Anubi Lussurgiu D’Avossa, dalla Pantera e ai Disobbedienti: “Eterno rivoluzionario”

Anubi Lussurgiu D’Avossa aveva 55 anni ed era stato leader della Pantera e dei Disobbedienti romani. Appresa della sua morte, sono in molti a dedicargli un ricordo.
Anubi Lussurgiu D’Avossa.
Anubi Lussurgiu D’Avossa.

È morto a 55 anni Anubi Lussurgiu D'Avossa. Attivista, militante politico e intellettuale, era stato leader del movimento della Pantera e dei Disobbedienti romani. Nel 2001 era a Genova per il G8. È stato accusato di aver partecipato all'attentato contro Confindustria nel 1992 ed è stato assolto tre anni dopo. Ha dedicato tutta la vita alla sinistra di movimento vicina ai centri sociali. Ha scritto per Liberazione, il quotidiano di Rifondazione Comunista.

La notizia della sua scomparsa, avvenuta a causa di un infarto a 55 anni, ha scosso all'improvviso non soltanto la comunità romana, ma tutte le persone che hanno avuto modo di interfacciarsi con lui o di ascoltare alcuni dei suoi interventi.

L'addio ad Anubi Lussurgiu D'Avossa: "Se ne va un pezzo della nostra storia"

"Con Anubi se ne va un pezzo della nostra storia", si legge in una nota diffusa da Rifondazione Comunista. "La notizia inaspettata della morte di un amico e compagno come Anubi Lussurgiu D'Avossa ci ha lasciato in tanti stamattina attoniti e senza parole. Noi di Rifondazione Comunista perdiamo un pezzo della nostra storia di cui Anubi è stato un protagonista appassionato, geniale e visionario fino alla deflagrazione del 2008 – si legge ancora nella nota – Poi scelse di fare movimento e stare nei movimenti non aderendo a nessuno dei percorsi partitici che seguirono. Quella comunità di cui Anubi è stato uno dei giovani e creativi riferimenti si è purtroppo dispersa, ma abbiamo continuato a incontrarci nei cortei e nelle mobilitazioni. Anubi non è mai stato un comunista ortodosso, ma forse per questo è stato assai più coerente di tanti presunti ortodossi nella vita, nel pensiero e nella pratica del comunismo come movimento reale".

Le reazioni alla notizia della morte di Anubi: "Un rivoluzionario, ha lottato fino all'ultimo giorno"

In breve tempo la notizia della morte di Anubi Lussurgiu D'Avossa si è diffusa e sono iniziati ad arrivare i primi commenti. "Non riesco neanche a scrivere, ho il cuore spezzato", è il commento del leader di Avs, Nicola Fratoianni, che condivide una foto insieme ad Anubi scattata al G8 di Genova del 2001.

"Fa davvero male, una notizia che spezza il cuore – è il commento dell'assessore alla Cultura, Massimiliano Smeriglio – Ci siamo conosciuti conosciuto nell'89, preparavamo l'occupazione del Rosa Luxemburg alla Sapienza, e contestavamo l'ambasciata cinese alle prese con la brutale repressione di Tienammen. Poi la Pantera, il movimento, la sua fine, i gesti inconsulti, il viaggio in Palestina durante la prima intifada, l'antifascismo, i centri sociali, rifondazione, e su fino a Genova. È un dolore grande".

Il riferimento al Laboratorio Rosa Luxemburg arriva anche dall'ex assessore di Roma Capitale, Andrea Catarci. "Prima, durante e dopo la Pantera, quando la frequentazione è stata assidua, la capacità unica di lasciare tutti senza parole era il tuo segno distintivo, perché eri quello che argomentava meglio, il più preparato e il più colto. La vita era scandita da una militanza piena, allegra, trascinante, con l'idea di rovesciare l'esistente fissa nella testa, nelle letture teoriche come nelle infinite discussioni, azioni, manifestazioni, sconfitte, vittorie, con in mezzo anche momenti particolarmente difficili dal punto di vista personale – si legge nel suo ricordo – Negli anni successivi le strade si sono separate, gli incontri sono diventati una rarità in qualche corteo, con un abbraccio, scarni aggiornamenti sulle rispettive esistenze e dopo sui figli, pochi commenti e opinioni. Poi stamattina è arrivata la notizia terribile della tua morte: hai lasciato ancora tutti senza parole e stavolta con il cuore colmo di tristezza".

È presto arrivato anche il ricordo di Gennaro Migliore, ex parlamentare di Rifondazione: "Quando ti ho conosciuto, durante la Pantera all’università, ho capito che di fronte a me c’era un rivoluzionario – scrive – Non hai mai smesso di esserlo, con la vita immersa nelle lotte e il pensiero vagante tra mille scoperte intellettuali. Abbiamo vissuto tanto insieme e per troppo tempo ci siam persi di vista. Scrivere di te che non ci sei più è un fardello grave, fatto di ricordi felici, emozionanti e di rimpianti dolorosi. Ti hanno voluto bene in tanti, carissimo Anubi, te ne ho voluto sempre tanto anche io".

Per Alfio Nicotra, leader del movimento pacifista italiano, la sua è una morte ingiusta. "Dal movimento della Pantera ai disobbedienti, da Genova 2001 all' esperienza dei social forum, dagli scritti su Liberazione alle interminabili assemblee di movimento. E poi tutto il percorso della migliore Rifondazione Comunista, un partito tutt'uno con la pelle dei movimenti, fino alla nostra implosione segno che forse non siamo stati del tutto all'altezza della sfida. Altri racconteranno la storia di Anubi, io lo ricordo come un compagno appassionato ed una eccellente penna giornalistica – scrive – Certo era anche imprevedibile. Come quando si presentò per la prima volta in prefettura a Firenze al tavolo in cui istituzioni e movimenti cercavano una via per far riuscire il Forum Sociale Europeo di Firenze. Anubi prese la parola e fece uno dei suoi discorsi fiume. Sentii stringermi forte il braccio dal prefetto Achille Serra che sedeva al tavolo accanto a me. Si sporse verso il mio orecchio, preoccupato per i risvolti di ordine pubblico. Anubi nel suo incedere era a volte indecifrabile, ma io lo capivo benissimo. Questa morte ingiusta mi sgomenta, convinto come sono di vederlo riapparire in qualche manifestazione con il suo lungo impermeabile nero da Matrix. A pugno chiuso caro Anubi e non basteranno le nostre lacrime per accettare questa tua improvvisa partenza".

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