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Maxiblitz al Quarticciolo con i paracadutisti del Tuscania: 13 arresti, sequestrate 800 dosi di crack e cocaina

Operazione dei carabinieri con i parà del Tuscania al Quarticciolo: dodici ore di controlli, 13 arresti in flagranza e circa 800 dosi di droga sequestrate.
A cura di Francesco Esposito
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Al Quarticciolo dodici ore di controlli serrati da parte dei carabinieri. Tredici arresti in flagranza e circa ottocento dosi di cocaina e crack sequestrate nel cuore di una delle principali piazze di spaccio della periferia est della Capitale. Questo il bilancio della massiccia operazione condotta dai militari della Compagnia Roma Casilina, con il supporto dei paracadutisti del 1° Reggimento Tuscania, impiegati in vari quartieri nelle ultime settimane.

Una serie di blitz contro lo spaccio

L’intervento si è svolto nell’arco dell’intera giornata di ieri lunedì 26 gennaio, dalla mattina fino a tarda sera. I carabinieri hanno messo in campo una serie di blitz consecutivi, chiudendo a tenaglia i principali accessi al quartiere e isolando le zone considerate più sensibili. L’obiettivo, come dichiarato dalle autorità, era interrompere l’attività di spaccio e colpire i punti di riferimento della rete che opera stabilmente tra i lotti di edilizia popolare dell'Ater.

Tredici arresti e 800 dosi sequestrate

Gli arrestati sono 13 persone, due italiane e undici straniere. Tutti, secondo quanto ricostruito, hanno precedenti specifici e sono gravemente indiziati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Le operazioni sono state condotte in coordinamento con la Procura di Roma.

Durante i controlli i carabinieri hanno recuperato circa 800 dosi di droga, tra cocaina e crack. Parte dello stupefacente è stata abbandonata dagli indagati durante i tentativi di fuga, mentre altre dosi erano nascoste in punti difficilmente individuabili: un’edicola chiusa, all’insaputa del gestore, siepi e arbusti nelle aree comuni dei complessi residenziali, oltre a nascondigli improvvisati tra i lotti.

Insieme alla droga sono stati sequestrati anche oltre 2mila euro in contanti, in banconote di piccolo taglio, ritenuti il provento dell’attività di spaccio. Le modalità di occultamento e la quantità di sostanza recuperata confermano, secondo gli investigatori, l’organizzazione capillare del traffico al dettaglio nella zona.

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