"Luminoso esempio, anche per le giovani generazioni, di generosità, altruismo, coraggio e non comune senso civico, spinti fino all'estremo sacrificio". Questa la motivazione con cui oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto di conferimento della medaglia d'oro al Valor Civile a Willy Monteiro Duarte, il 21enne ucciso a calci e pugni a Colleferro, provincia di Roma. Willy, si legge ancora, "con eccezionale slancio altruistico e straordinaria determinazione, dando prova di spiccata sensibilità e di attenzione ai bisogni del prossimo, interveniva in difesa di un amico in difficoltà, cercando di favorire la soluzione pacifica di un'accesa discussione. Mentre si prodigava in questa sua meritoria azione di alto valore civico, veniva colpito da alcuni soggetti sopraggiunti che cominciavano ad infierire ripetutamente nei suoi confronti con inaudita violenza e continuavano a percuoterlo anche quando cadeva a terra privo di sensi, fino a fargli perdere tragicamente la vita". L'altra medaglia al merito civile è stata conferita a don Roberto Malgesini, il "sacerdote degli ultimi", ucciso a Como. "Con generosa e instancabile abnegazione si è sempre prodigato, quale autentico interprete dei valori di solidarietà umana, nella cura degli ultimi e delle loro fragilità, offrendo amorevole accoglienza e incessante sostegno", la motivazione.

L'omicidio di Willy Monteiro a Colleferro

Per l'omicidio di Willy Monteiro sono indagati quattro ragazzi di Artena: i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, Mario Pincarelli, tutti e tre in carcere, e Francesco Belleggia, che si trova ai domiciliari. Secondo il medico legale che ha esaminato il corpo il 21enne è morto a causa "di un complesso traumatismo che si è realizzato con più azioni lesive".

Un testimone: "Gabriele Bianchi gli ha dato un calcio, poi un pugno"

Un testimone oculare ha cercato di ricostruire quanto avvenuto quella notte a Fanpage.it: "Tutto è cominciato tra le 2,30 e le 3 per una cavolata, un apprezzamento a una ragazza. La cosa non è finita lì: Belleggia a un certo punto è andato a sferrare un cazzotto a un ragazzo del posto, un amico della ragazza. Belleggia cercava di scappare, di non farsi vedere perché aveva capito di aver fatto una cavolata. In pratica tutti i ragazzi del posto stavano cercando lui. Sembrava la solita scazzottata del sabato sera. Mentre la cosa sembrava finita, si sente una macchina, un suv arrivare a 100 all'ora. Qualcuno ha urlato: ‘I fratelli Bianchi'. E la la gente è scappata". Dal suv sono scesi Marco e Gabriele Bianchi: "E' sceso per primo Gabriele e ha sferrato un calcio a Willy, ce l'ho ancora impresso nella mente, Willy ha provato a rialzarsi, ma purtroppo prende un'altra botta ed è andato giù, con un cazzotto alla tempia, perché è stato un cazzotto alla tempia a mandarlo giù. Poi c'è stata molta confusione".