Ai microfoni di Fanpage.it ha parlato un ragazzo di Colleferro, uno dei testimoni oculari dell'omicidio di Willy Monteiro Duarte. Ha già fatto il suo dovere, ha riferito la sua versione dei fatti ai carabinieri e il suo racconto è stato decisivo per il lavoro degli inquirenti nell'accertare quanto accaduto a Colleferro nella notte tra il 5 e il 6 settembre. La sua ricostruzione è interessante perché attribuisce ruoli precisi agli esecutori dell'omicidio del 21enne e smentisce alcune inesattezze, a suo dire: la rissa sarebbe stata innescata da Francesco Belleggia, ma è stato solo con l'arrivo dei fratelli Bianchi che la situazione è degenerata. L'aggressione a Willy, in secondo luogo, sarebbe avvenuta in 20 secondi, forse un minuto, certamente non in venti minuti. Infine l'ambulanza che ha soccorso Willy sarebbe arrivata trenta, trentacinque minuti dopo che i presenti in piazza hanno notato il 21enne a terra e in gravissime condizioni.

Così è cominciata la rissa

Tutto è cominciato, ha raccontato il testimone a Fanpage.it, "tra le 2,30 e le 3 per una cavolata, un apprezzamento a una ragazza. La cosa non è finita lì: Belleggia a un certo punto è andato a sferrare un cazzotto a un ragazzo del posto, un amico della ragazza. Belleggia cercava di scappare, di non farsi vedere perché aveva capito di aver fatto una cavolata. In pratica tutti i ragazzi del posto stavano cercando lui". Deve essere stato in quei minuti concitati il momento in cui ha chiesto aiuto, con una telefonata, ai fratelli Bianchi: "Sembrava la solita scazzottata del sabato sera. Mentre la cosa sembrava finita, si sente una macchina, un suv arrivare a 100 all'ora. Qualcuno ha urlato: ‘I fratelli Bianchi'. E la la gente è scappata".

Gabriele il primo a sferrare un calcio a Willy, tutto si è svolto in pochi secondi

Dal suv "è sceso per primo Gabriele e ha sferrato un calcio a Willy, ce l'ho ancora impresso nella mente, Willy ha provato a rialzarsi, ma purtroppo prende un'altra botta ed è andato giù, con un cazzotto alla tempia, perché è stato un cazzotto alla tempia a mandarlo giù. Poi c'è stata molta confusione". Tutto si è svolto in pochissimo tempo, secondo il testimone: Willy si è avvicinato all'amico per chiedere cosa stesse succedendo e, neanche il tempo di ricevere una risposta, "e sono scesi i fratelli dal suv. Sono scesi con l'intenzione di picchiare chiunque avessero trovato sotto mano. Dopo aver picchiato Willy hanno cominciato a picchiare tutti. Lo stesso Pincarelli (che si trova in carcere insieme ai fratelli Bianchi .ndr) prima del loro arrivo non aveva fatto niente, poi, sapendo di avere le spalle protette, ha cominciato anche lui a picchiare tutti". Tutto si è svolto in pochissimo tempo: "Sono state scritte molte cavolate: come quella della vicenda che si è svolta in venti minuti, ma questo non è assolutamente vero, perché tutto si è svolto in 20 secondi".

Il ritardo nei soccorsi

Willy era a terra e in fin di vita, mentre i Bianchi cercavano di scappare a tutta velocità con il Suv. I ragazzi presenti si sono accorti del ragazzo a terra e hanno chiamato i soccorsi: "L'ambulanza non arrivava, sarà arrivata dopo 30 o 35 minuti. Sono andato anche con un ragazzo al pronto soccorso per velocizzare il tutto, ma l'unica cosa che hanno fatto è chiamare la sicurezza dell'ospedale per farci uscire. Non vedendo arrivare nessuno abbiamo insistito, anche magari con un modo esagerato, perché sicuramente non stavamo in noi stessi".

Hanno collaborato Simona Berterame ed Alessandro Coltré