Il caso Andrea Ghira, il terzo aguzzino del Circeo che ha passato la vita da latitante senza pagare il suo debito con la giustizia, è stato ‘riaperto'. Quarantacinque dopo i fatti. Roberto, il fratello di Donatella Colasanti e Letizia, sorella di Rosaria Lopez, hanno deciso di rivolgersi alla Corte Europea, per chiedere che il nostro Paese, che non ha mai cercato cercato Andrea Ghira venga sanzionato per non averlo perseguito.

"Dicono che è morto, ma io ho sempre pensato fosse a Roma, vivo e vegeto – ha detto Letizia Lopez a Fanpage nell'intervista per il 45esimo anniversario del massacro. "Non ci credo al DNA" ha aggiunto riferendosi al confronto tra il profilo genetico del pariolino con quello estratto da alcuni resti ossei ritrovati in Nordafrica. Fu proprio il risultato del test, il 26 novembre 2005,  a sancire la morte di Ghira. Anche Donatella Colasanti, l'unica sopravvissuta alla strage poi morta di cancro nel 2005, era convinta che il suo aguzzino fosse vivo e che circolasse impunti a Roma. "È vivo ed è in città, quelli sepolti a Melilla (in Nordafrica) sono i resti di un suo parente, per questo il DNA è lo stesso" disse.

Il massacro del Circeo risale alla notte tra il 29 e il 30 settembre 1975, quando nel bagagliaio di una Fiat 125 parcheggiata in via Pola venne ritrovata ferita e nuda Donatella Colasanti, accanto al corpo senza vita dell'amica Rosaria Lopez. Le due ragazze erano finite nella trappola ordita a loro danno da Andrea Ghira, Angelo Izzo e Gianni Guido, tre giovani neofascisti dei Parioli che le rapirono, stuprarono e seviziarono per 36 ore di fila. Izzo e Guido vennero arrestati mentre Andrea Ghira riuscì a scappare grazie a una soffiata. Da allora non è mai più stato rintracciato.