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Manager rischia il processo per stalking: “Minacciò la ex e le installò un gps in auto”

Un noto manager è stato accusato di stalking: secondo le accuse avrebbe minacciato la ex compagna e le avrebbe installato un gps in auto.
A cura di Beatrice Tominic
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Rinvio a giudizio per un noto manager di 51 anni, accusato di stalking. L'uomo, noto soprattutto per aver lavorato in passato con l'AS Roma, secondo le accuse avrebbe minacciato la compagna e l'avrebbe perseguitata arrivando a installare un gps a bordo della sua automobile attivandolo per due giorni nell'ottobre scorso. A fronte di quanto emerso, il pm Antonio Sgarella ha chiesto il rinvio a giudizio del dirigente con l’accusa di stalking. Nel frattempo il manager nega tutto e minaccia la denuncia per calunnia.

Stallking alla ex, i divieti durante la relazione e il controllo

Il manager e la ex compagna si sono conosciuti nel gennaio 2025. Secondo quanto riportato da il Corriere della Sera, fin dall'inizio l'uomo le avrebbe inviato continui messaggi e l'avrebbe chiamata a ogni ora. Secondo l'accusa, inoltre, nel periodo in cui è andata avanti la relazione, l'uomo le avrebbe vietato di andare a cavallo da sola e l'avrebbe obbligata a vestirsi come voleva lui, con abiti che "non facciano provare attrazione". Il culmine sarebbe stato raggiunto quando l'avrebbe vista fumare da sola insieme al proprietario di un locale.

E quando la donna ha deciso di porre fino al rapporto, l'uomo l'avrebbe raggiunta al lavoro, convinto che avesse un altro: "Io, te e lui ci rivedremo", l'avrebbe minacciata ancora una volta.

Il ruolo dell'automobile: dal gps al mazzo di rose

In seguito, al centro dell'inchiesta è finita l'automobile della donna. Nel mese di ottobre l'uomo avrebbe installato un gps sull'automobile della donna, attivandolo per due giorni. Qualche giorno dopo averlo rimosso, le avrebbe lasciato un mazzo di rose sul cofano: un chiaro segnale, secondo la donna, del controllo dell'uomo sui suoi spostamenti. Un comportamento che ha portato la donna a sporgere denuncia, assistita dall'avvocata Maria Luisa Forestieri.

La replica del manager

A fronte della denuncia, sono state svolte le indagini e oggi il manager nega tutte le accuse. "Sono infondate e destituite di ogni riscontro probatorio", fa sapere l'avvocato del manager, Francesco Missoni che nel frattempo annuncia la denuncia per calunnia e la volontà di intraprendere ogni iniziativa in sede civile, per ottenere l'integrale risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali compresi i gravi danni morali e all’immagine".

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