Per le mafie ci sono sempre i soldi, anche quelli da prestare ai commercianti fino a che non possono più pagare. L'usura nella Capitale è il reato che preoccupa Gianpiero Cioffredi, presidente dell’Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità: “Da settimane i boss sono in fibrillazione perché hanno fiutato l’affare della Fase 2 e 3 : l’usura", spiega nel quinto rapporto “Mafie nel Lazio” coordinato dall’Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza, la Legalità e la Lotta alla corruzione della Regione Lazio. "Hanno capito che la crisi economica sarà per loro una grande opportunità, potranno reinvestire i capitali sporchi nell’economia legale con il minimo rischio e il massimo rendimento", prosegue Cioffredi. "L’usura delle mafie, secondo magistrati e investigatori, sarà uno dei cavalli di troia di questo attacco all’economia e alla nostra sicurezza”.

Sul tema arriva anche il monito del segretario del Pd Nicola Zingaretti, che sottolinea come in questo momento ci siano "grandi opportunità di reinvestire i capitali sporchi nell’economia legale" e "condizioni favorevoli per alimentare l’usura, approfittando della situazione di debolezza di imprenditori e famiglie". Un intervento per arginare l'usura, la Regione Lazio già l'ha messo in atto: con 400 milioni della Giunta della Regione Lazio a sostegno delle piccole imprese attraverso il programma “Pronto Cassa”.

Le cosche di ‘ndrangheta tornano a comandare nella Capitale

Tre le cosche, quelle di ‘ndrangheta hanno messo le mani sull'economia di Roma. Nel rapporto si legge che "in questi ultimi mesi si assiste ad una ritrovata centralità delle cosche di ‘ndrangheta nella gestione degli affari legali rispetto ad altri clan presenti sul territorio". Investimenti, riciclaggio e usura sono invece i tipici reati che consuma la camorra, anche tramite le organizzazioni criminali sul posto.

A Roma 5 tonnellate di droga sequestrate ogni anno

L'omicidio di Luca Sacchi è solo l'ultimo degli episodi legati al narcotraffico finiti in tragedia. Il rapporto stima che nella Capitale circolino intorno alle 5 tonnellate di stupefacenti all'anno. Queste sono vendute da clan che, nella maggior parte dei casi, usano un metodo mafioso per poter gestire le piazze dello spaccio.

Crescono le organizzazioni criminali nel Lazio

Più di 60 nel 2008, 88 nel 2015 e circa 100 nel 2019. Il numero di organizzazioni criminali che opera nel Lazio è salito nel corso del tempo. Dati inseristi nel rapporti “Mafie nel Lazio” che si sono succeduti nel corso degli anni. E che sono frutto sia delle ricerche delle polizia, che si è potuta avvalere di strumenti migliori, ma anche di una più diffusa attività della criminalità sul territorio della regione laziale.