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Liceo Ripetta, finestra crolla durante la ricreazione: “Il vetro è finito addosso a prof e studenti”

“Qui l’edilizia lascia parecchio a desiderare – dice una studentessa del liceo Ripetta a Fanpage.it – Da anni chiediamo le finestre nuove, ma l’ex preside ci disse che costavano troppo”.
A cura di Beatrice Tominic
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A sinistra il vetro crollato, a destra la finestra sistemata con la lastra di legno al posto del vetro.
A sinistra il vetro crollato, a destra la finestra sistemata con la lastra di legno al posto del vetro.

"Era ricreazione quando un vetro si è staccato dalla finestra ed è crollato addosso ad una prof e ad uno studente – racconta a Fanpage.it una studentessa del liceo – Poi arrivato a terra si è frantumato. Ora al posto del vetro è stata messa una lastra di legno, ma tiene lontana la luce e fa entrare il freddo: andiamo verso l'inverno, la stagione porta pioggia. Non possiamo continuare così".

Una situazione difficile quella che si trovano ad affrontare ogni giorno studenti e studentesse del liceo Ripetta e della sede succursale in viale Pinturicchio. "Negli scorsi anni avevamo chiesto alla preside precedente di cambiare le finestre: si vede che sono vecchie, è stato quasi un crollo annunciato. Ma ci ha risposto che le finestre erano realizzate su misura da un artigiano e che costavano 5000 euro l'una: cambiarle costava troppo – spiega Flavia, studentessa del liceo Ripetta e militante in Osa, Opposizione Studentesca d'Alternativa – Noi ci saremmo accontentati di qualcosa di meno bello ma economico, nuovo e funzionante".

La risposta dell'ex dirigente scolastico non ha tardato ad arrivare: "La conversazione a cui si fa riferimento non è mai avvenuta – smentisce la preside in carica fino allo scorso anno nella scuola – Nei sette anni anni in cui ho lavorato come preside al liceo Ripetta, ho fatto tutto il possibile per rendere l'edificio fruibile e vivibile, nella serenità e sicurezza di alunni e alunne. Soltanto negli ultimi due abbiamo sostituito 13 finestre e messo in sicurezza le porte antincendio: oggi il liceo è una delle poche scuole ad essere in possesso della certificazione di prevenzione incendi. Abbiamo sempre fatto tutto il possibile".

Il crollo della finestra

Come ricorda la studentessa, il crollo è avvenuto nelle prime ore della giornata, dopo le prime lezioni: "Era da poco suonata la campanella della ricreazione, quando dalla finestra si è staccata una lastra di vetro grossa e pesante – racconta – È caduta addosso ad un docente e su uno studente: fortunatamente stanno bene, anche se il ragazzo è stato colpito dal vetro su una spalla e inizialmente ha sentito dolore. La lastra è poi stata portata via dal collaboratore scolastico del piano: al suo posto uno degli scuri. Una soluzione temporanea che, però, trattiene la luce e lascia passare il freddo".

Le condizioni della scuola e della succursale

Secondo quanto spiega, la finestra sarebbe soltanto uno dei molteplici problemi di edilizia della scuola: "Oltre a quella crollata, altre finestre sono rotte e nei bagni c'è la muffa. Senza contare che molti dei bagni a disposizione neanche funzionano. Ma le condizioni peggiori sono nella sede del Pinturicchio – descrive – Lì crollano a terra anche le grondaie: quelle sono ancora più pericolose. Le aule sono all'interno dei padiglioni di un giardino: ci sono anche i formicai. La palestra è un'aula più grande con tre colonne al centro".

Entrambe le sedi ospitano un liceo artistico: oltre allo studio teorico, gli e le studenti dedicano ore al lavoro pratico: "Abbiamo pochi pc a disposizione, quelli presenti sono portatili e spesso non riescono a reggere i lavori che svolgiamo – continua – Per il resto, ognuno acquista i materiali per conto suo. Ma i prezzi non sono bassi: ai libri di testo si aggiungono i materiali e il contributo volontario di 135 euro (un contributo volontario che sembra ricordare quello richiesto dall'istituto Vespucci lo scorso anno, ndr) . Poi, però, la scuola riesce a mettere a nostra disposizione appena la creta, che è essenziale".

La smentita della preside

Non ha tardato ad arrivare la smentita dell'ex dirigente scolastica della scuola, che a Fanpage.it racconta una situazione diversa da quella riportata dagli studenti, a partire dalla discussione sul prezzo delle finestre: "Non avrei mai potuto dire il prezzo della finestra: per sostituirne 13, negli ultimi due anni di mandato, abbiamo speso circa 17mila euro. Ciò che è vero è la necessità di servirsi del lavoro di un artigiano specializzato per sostituire gli infissi: la struttura che ospita il liceo è vincolato in quanto edificio storico, costruito nel 1850″.

Inoltre, l'ex preside sottolinea che, comunque, i lavori sull'edilizia della scuola non sono fra i compiti che spettano ai dirigenti scolastici: "La manutenzione degli infissi e di tutto l'edificio non è di competenza della scuola, ma dell'ente locale proprietario, in questo caso la Città Metropolitana. Finché sono stata in servizio ho fatto tutto ciò che era di mia competenza, segnalando tutte le mancanze e le necessità della scuola, parlandone con studenti e genitori nelle riunioni del Consiglio d'Istituto: ho usato anche risorse reperite dai fondi liberi versati dai genitori. Le finestre nelle condizioni peggiori sono state sostituite subito, non appena possibile. Anche i collaboratori d'istituto ogni giorno facevano il giro dei corridoi e delle aule per riportare eventuali situazioni critiche da segnalare".

Qualcosa oggi sembra muoversi: "Grazie alle segnalazioni inviate all'ente locale, è in progetto la sostituzione di tutte e 160 finestre della scuola. Per compiere i lavori la città metropolitana di Roma utilizzerà i fondi del PNRR: si tratta di un grande risultato che aiuterà a migliorare le condizioni della scuola".

La protesta del Ripetta e del Pinturicchio

La protesta degli e delle studenti del liceo Ripetta e della sede succursale del Pinturicchio non resterà ferma nelle scuole: "Il 17 novembre anche noi scenderemo in piazza in occasione della giornata mondiale dello studente per manifestare contro queste condizioni e contro quanto accaduto – aggiunge – Questo incidente deriva da una grave gestione dell'edilizia scolastica e dalla mancanza di fondi: non si tratta di un episodio isolato, ma è una condizione generalizzata. Succede nella nostra, come in altre scuole pubbliche", conclude Flavia.

"Lo Stato preferisce investire nel privato e nella guerra piuttosto che nella scuola pubblica – ribadiscono da Osa con un comunicato – Non possiamo più continuare a vivere in un ambiente precario, perennemente a rischio. Non rimarremo in silenzio rispetto a questo grave evento poiché la sicurezza non può continuare a essere presa in modo frivolo, dobbiamo riqualificare le nostre scuole".

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