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Lavinia investita all’asilo, il papà: “Voglio solo giustizia: è un duro percorso, ma non odio nessuno”

Si aggrava la posizione della donna che ha investito Lavinia. Nel frattempo aumenta la speranza per la famiglia della piccola: “Speriamo in un Natale più sereno, è stata dura ma la sentenza sembra sempre più vicina”.
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A cura di Beatrice Tominic
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Lavinia nella sua cameretta, circondata dai macchinari necessari per le sue cure.
Lavinia nella sua cameretta, circondata dai macchinari necessari per le sue cure.

Nuovo appuntamento in aula per il caso della piccola Lavinia, la bimba investita nel 2018 mentre si trovava all'asilo di Velletri. Aveva 16 mesi e da allora in stato vegetativo:  quella di ieri si è trattata della diciannovesima udienza del processo. Rigettata la richiesta di ricusazione da parte della maestra e respinta la richiesta, giunta durante l'udienza stessa, di giudicare la donna che ha investito la piccola in sede di giudice di pace, il processo può proseguire.

"Ora speriamo di poterci regalare un Natale più sereno con un processo e una sentenza che chiudano questa prima fase – spiega a Fanpage.it Massimo Montebove, il papà della piccola – Si tratta di una storia dura, ma nonostante tutto questo percorso non mi ha portato ad odiare nessuno. Con gli ultimi tentativi della difesa la storia di Lavinia è stata un po' messa da parte. Ma questo è un processo per una bambina nata sana che a 16 mesi è stata investita da un'auto perché dimenticata, o comunque non opportunamente controllata, da chi lo avrebbe dovuto fare".

L'arrivo di Lavinia in aula

"Nonostante gli ultimi tentativi della difesa di produrre istanze sistematicamente bocciate dal giudice e qualche piccola schermaglia con il pubblico ministero, tutto è andato come doveva andare – continua il papà della piccola – È iniziata la discussione, è iniziata la requisitoria da parte del pm. Lunedì prossimo interverrà anche la nostra avvocata di parte civile, Cristina Spagnolo: dopo quanto accaduto nelle ultime udienze, fra velleità e tentativi giuridici di cambiare il processo, ieri siamo tornati a parlare di cosa è realmente successo", aggiunge.

"Il dato reale è che purtroppo la protagonista di questo processo resta Lavinia che finalmente ieri è rientrata in aula – spiega – Il pubblico ministero ha ricominciato a raccontare la sua storia che nel corso delle ultime udienze era stata un po' messa da parte".

Il processo continua

La maestra che aveva la responsabilità della piccola quando Lavinia è uscita in cortile resta accusata di sia di lesioni colpose gravissime che di abbandono di minore. Dopo l'ultima udienza, che si è tenuta ieri, lunedì 20 novembre, si aggrava la posizione della donna che l'ha investita. L'accusa nei confronti della donna, dall'articolo 590 del codice penale passa al 590 bis, che tratta, invece, di lesioni in relazione alla violazione del codice della strada: rischia una pena da uno a tre anni per lesioni gravissime.

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