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La sorella di Maria Grazia, morta dopo intervento all’utero: “Era brillante, il nostro amore e orgoglio”

Tre anni fa la morte di Maria Grazia Di Domenico, dopo un’operazione di conizzazione al collo dell’utero eseguita in una clinica di Roma. La sorella Paola: “Il tempo non migliora le cose, la sua mancanza aumenta. Le stavamo organizzando l’addio al nubilato, avrei voluto farle da damigella. Rimarrà tutto sempre e soltanto un sogno”.
A cura di Natascia Grbic
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Maria Grazia Di Domenico
Maria Grazia Di Domenico

Una ragazza brillante, allegra, solare. Che metteva impegno e passione in ogni cosa che faceva. Nello studio, nel lavoro, negli hobby. Una giovane che aveva il mondo nelle sue mani, e che invece il 24 maggio 2021 ha visto sgretolarsi i suoi sogni. La vita di Maria Grazia Di Domenico si è interrotta dopo un'intervento di conizzazione al collo dell'utero. Quella che doveva essere un'operazione di routine in day hospital si è tramutata in un incubo per lei, la sua famiglia, e il suo promesso sposo. Oggi è l'anniversario della sua scomparsa. Da allora i suoi cari sono precipitati nella più profonda disperazione.

"Il tempo non migliora le cose, il vuoto è incolmabile e aumenta giorno per giorno", spiega la sorella Paola. "La nascita di Maria Grazia ha colmato casa nostra di gioia infinita e amore immenso. Maria Grazia rappresenta l'amore più prezioso e l'orgoglio più grande di tutta la nostra famiglia: una ragazza splendida, speciale e meravigliosa sotto ogni aspetto. Un amore così grande, immenso, e infinito nei nostri cuori, non può passare inosservato. Adesso siamo nel più profondo dolore che durerà fino alla fine dei nostri giorni".

Ma chi era Maria Grazia? Una ragazza dagli occhi verdi che amava fare tantissime cose: appassionata di informatica, sin da piccola preferiva giocare con i computer piuttosto che con le bambole. Dopo la laurea triennale in Economia aziendale all'Università di Salerno, ha conseguito la laurea magistrale in Management delle imprese – Marketing alla Sapienza di Roma. "A soli 22 anni ha fatto l'Erasmus a Nizza – ci racconta Paola. – Era molto determinata, una ragazza in gamba, lavorava sodo per raggiungere i suoi obiettivi. La trovavi a studiare anche il giorno di Natale, non si risparmiava. Ed è arrivata a soli 25 anni a lavorare per un'importante multinazionale come consulente software. Si sarebbe dovuta sposare, stava per coronare il suo sogno d'amore con il fidanzato, ma le hanno strappato via ogni cosa".

"Era una piccola grande donna – racconta Matteo, il fidanzato di Maria Grazia -. Era alta solo 1,60cm ma aveva tantissima forza. Ci siamo conosciuti all'inizio del 2019, il nostro è stato sin da subito un amore fortissimo, che hanno stroncato sul più bello. Avevamo un progetto di vita insieme, con il sogno di avere tre bambini, uno subito dopo il matrimonio e l'altro dopo due anni. Stavamo pianificando tutto, siamo rimasti con niente in mano". Il sogno di avere una famiglia, una vita tranquilla ma allo stesso tempo ricca, è stato portato via ai due ragazzi il 24 maggio di tre anni fa. "Aveva una forte determinazione e la capacità di mettersi sempre in gioco – continua Matteo -. Lei parlava il francese perché aveva lavorato a Disneyland Paris, ma dopo essere stata assunta alla Deloitte aveva deciso di migliorare il suo inglese. Le erano bastate pochissime lezioni per impararlo benissimo, già dopo pochi giorni parlava e scherzava con i suoi colleghi provenienti da tutto il mondo".

Quella di Maria Grazia era una vita piena. Amava suonare il clarinetto, era una bravissima musicista orchestrale e faceva parte della banda di Cava de' Tirreni. Una passione che ha sempre avuto e che ha poi accantonato dal lato professionale per concentrarsi sull'università. Nonostante l'impegno per gli studi, era diventata anche ispettrice ambientale per Anpana Onlus, l'Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente per cui faceva volontariato. Maria Grazia, infatti, era una grande amante degli animali: aveva due pastori tedeschi, Helen e Tom, con cui amava uscire e fare lunghe passeggiate in montagna, spesso accompagnata dalla sorella e dal fidanzato. Una vita semplice ma piena, colma soprattutto di amore per la sua famiglia e i suoi amici a quattro zampe, compagni inseparabili che la vita ha diviso troppo presto e che avrebbero potuto camminare insieme ancora per molto tempo.

"Era gioiosa, un'uragano di energie ma allo stesso tempo capace di infonderti tantissima calma – ricorda Matteo -. Era una persona capace di riportare la serenità con una facilità estrema. Aveva molto equilibrio ed era in grado di infonderlo anche agli altri, rasserenandoti quando ne avevi maggiore bisogno. Con lei potevi parlare di qualsiasi argomento, da quelli più divertenti e futili ai più profondi. Era appassionata dei libri di Margherita Hack, di astronomia, di scienza, spaziava da un campo all'altro senza annoiarti mai. L'ultimo libro che mi aveva regalato, su cui mi aveva scritto una dedica, è ‘Il gene egoista' di Richard Dawkins, una pietra miliare della teoria biologica. I ricordi più belli che ho di lei sono quando le ho chiesto di sposarmi ma soprattutto la nostra quotidianità, quando stavamo a casa. Quando dovevamo arredare casa o fare l'albero di Natale, quando facevamo noi la pasta e la pizza. Sono le piccole cose di tutti i giorni che ho nel cuore".

"Mia sorella mi manca sempre, tutti i giorni – conclude Paola -. Quando vorrei fare una passeggiata e lei non c'è, mangiare un gelato e lei non c'è, quando vorrei chiederle un consiglio su un vestito o un semplice quotidiano parere, non posso farlo. Quando vorrei farle una telefonata per fare due chiacchiere. L'amore che provo per mia sorella è enorme, e il dolore che proviamo diventa sempre più insopportabile ogni giorno che passa. Il tempo non migliora le cose, la sua mancanza aumenta. Le stavamo organizzando l'addio al nubilato, avrei voluto farle da damigella. Rimarrà tutto sempre e soltanto un sogno".

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