18 Marzo 2022
16:19

La scommessa di Marta, Elly e gli altri: “Per occuparci del futuro di tutti serve una Visione Comune”

Domani a Roma “Visione Comune”, l’assemblea promossa da Elly Schlein e altre figure della sinistra fuori e dentro le istituzioni, per un percorso che tenga insieme giustizia sociale e giustizia ambientale. Ce lo racconta Marta Bonafoni, consigliera della Regione Lazio da settimane impegnata nella riuscita dell’evento al Parco delle Energie.
A cura di Valerio Renzi

Elly Schlein, vicegovernatrice dell'Emilia Romagna, è andata in lungo e largo a presentare il suo libro "La nostra parte. Per la giustizia sociale e ambientale, insieme" (Mondadori). Un lancio pieno di interviste (anche da Fabio Fazio) e incontri. Il libro serve evidentemente a spiegare un'operazione ambiziosa: ricucire la sinistra sociale e politica italiana attorno a parole d'ordine all'altezza dei tempi, e non costruire l'ennesimo Frankenstein, un nuova sommatoria di gruppi di dirigenti in cerca d'autore che durano il tempo di una stagione elettorale. L'appuntamento è questo sabato a Roma al Parco delle Energie su via Prenestina. Tra le personalità che hanno partecipato alla costruzione di Visione Comune, c'è la consigliera regionale Marta Bonafoni.

Visione Comune. L’assemblea promossa da te Elly Schlein, Fabrizio Barca e tanti altri nomi del mondo ecologista si terrà domani a Roma. Perché al Parco delle Energie prima di tutto?

Volevamo un posto in grado di parlare. E il Parco delle Energie affacciato sul lago della Snia a nostro modo di vedere racconterà tre cose. La prima la straordinaria battaglia dal basso che in questi anni ha saputo coniugare giustizia ambientale e giustizia sociale, determinando da una parte lo stop al cemento e dall'altro il diritto alla città per tutte e tutti. Una città della salute, delle relazioni, degli spazi liberati. Dall'altra è una battaglia vinta solo per metà, il lago è in attesa sia dell'ampliamento del monumento naturale che dell'esproprio, obiettivi rispetto ai quali siamo impegnati e sui quali credo non si debba fare un passo indietro. La terza cosa che racconta questo luogo è che la sinistra ha smesso di frequentare e di stare dove avvengono i conflitti. E invece è nei conflitti che dobbiamo stare per costruire alleanze che portino al cambiamento. Il Parco delle Energie, non è un luogo "comodo", ma ora è il momento di stare nei luoghi scomodi se vogliamo vincere delle battaglie.

Hai lavorato alla costruzione dell'evento e al coinvolgimento del territorio, di amministratori locali ed esponenti della società civile. Chi parlerà domani da Roma e dalle altre province?

Le voci di Roma e del Lazio saranno disseminate lungo tutta la giornata. Ci sarà Fabio Ciconte con l'associazione Terra e le sue battaglie per una filiera corta e giusta, per il diritto al cibo e un pianeta sano; ci sarà Marco Omizzolo che ogni giorno nel sud del Lazio si batte contro il caporalato, quando proprio in queste ore piangiamo di nuovo un bracciante morto in un incendio. Poi due presidenti di municipio, Amedeo Ciaccheri e Paolo Marchionne, e ci sarà l'assessora alla Transizione Ecologica e Digitale Roberta Lombardi del Movimento 5 Stelle, a dimostrazione del fatto che il campo deve essere più largo possibile. Prenderà la parola Claudia Pratelli, l'assessora alla Scuola e al Lavoro di Roma Capitale, che con la sua battaglia per la gratuità dei nidi racconta cosa vuol dire contrastare le disuguaglianze, e dimostra che la sinistra quando governa può fare la differenza per la vita delle persone. Cecilia D'Elia poi, parlamentare del Partito Democratico e femminista, quel pezzo del mondo dem con il quale un vero dialogo non si è mai interrotto. E ancora una donna, Valeria Campagna che ha 24 anni e fa la consigliera comunale in un posto non semplice come Latina, pronta a raccontare la sua battaglia per una giustizia intergenerazionale. E ancora altri amministratori della provincia come il sindaco Pascucci di Cerveteri. Da Sezze arriva Michel Rukundo, afrodiscendente e animatore del portale BlackPost. E ancora tanta società civile Giuseppe De Marzo della Rete dei Numeri Pari e Libera, Massimo Vallati del Calciosociale di Corviale, Milena Grassadonia attivista Lgbtq+ che rappresenta le lotte per le tante cittadinanze ancora negate.

Perché non sarà l'ennesima rituale assemblea della sinistra per fare un nuovo simbolo elettorale che poi scomparirà subito dopo le elezioni?

Di tentativi falliti ne abbiamo visti fin troppi. E ogni volta non ripartiamo da zero ma da meno cinque. Pensiamo sul serio che non bisogna rinchiudersi nei recinti. Magari recinti che ci somigliano, confortevoli e rassicuranti, ma sempre recinti. Ci servono ponti coraggiosi per raggiungere quanto di più forte, nuovo e fertile si muove nella società. Non dobbiamo occuparci del destino di alcuni di noi, ma del futuro di tutte e tutti, di un'umanità e di un mondo dolente con una guerra in corso che ce lo ricorda ogni momento

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