Pochissime persone alla manifestazione organizzata a piazza Bocca della Verità dai Gilet Arancioni, alla quale ha aderito anche Forza Nuova. La protesta, lanciata con un roboante "marciare su Roma il 7 novembre per mandare a casa il Governo", è un vero e proprio flop, al quale hanno partecipato una cinquantina di persone scarse. La manifestazione è autorizzata dalle 10 alle 14, nella piazza è stato montato un palco per gli interventi: ma, a giudicare dalla partecipazione, non è detto che venga conclusa prima. Al centro delle proteste di Gilet Arancioni e Forza Nuova, il fatto che si possa circolare solo tra regioni dell'area gialla, il lockdown, il nuovo Dpcm del Governo Conte e l'ormai onnipresente ‘dittatura sanitaria'. In piazza, il generale Antonio Pappalardo, il segretario di Forza Nuova Roberto Fiore e Giuliano Castellino.

I gilet arancioni e le teorie sulla dittatura sanitaria

Il movimento dei Gilet Arancioni del generale Antonio Pappalardo da tempo protesta contro i Dpcm varati dal Governo Conte e quella che definisce una ‘dittatura sanitaria'. Ritengono che il Covid-19 sia solo un'influenza molto seria e non una pandemia, e pensano che la mascherina sia completamente inutile. "La gente ci spinge ad unirci e noi stiamo lavorando a una federazione di più movimenti – aveva dichiarato Pappalardo in un'intervista all'Adnkronos – si chiamerà ‘Federazione dei movimenti spontanei popolari – Liberazione Italia' e potranno aderire tutti quelli che hanno a cuore la sovranità del nostro Paese. Ci saranno formazioni di estrema destra, come Forza Nuova, e ci hanno contattato sigle di estrazione comunista. L'unica condizione per fare parte della federazione è quella di non propagandare idee che richiamano al fascismo o al comunismo, ormai solo pagine buie della storia. Come Berlusconi sdoganò l'Msi, io sdogano Forza Nuova".

Le proteste di Forza Nuova contro il lockdown

Forza Nuova ha provato negli scorsi mesi a rendersi protagonista delle manifestazioni contro il lockdown. Dopo le manifestazioni di Napoli, l'organizzazione di estrema destra ha sfilato contro il coprifuoco in poche decine, incitando le persone a scendere in strada ma prendendosi in cambio insulti dai balconi. Le pantomime sono poi andate avanti nei giorni successivi, con un paio di serate a piazza del Popolo in cui ci sono stati ‘scontri' con la polizia, con ultras e militanti di estrema destra che hanno fatto le loro scorribande in 200 per le vie del centro. Una dinamica che chiaramente non ha nulla a che vedere con le manifestazioni che ci sono state in Italia negli stessi giorni, ma anche nella capitale la settimana successiva. Resta da capire come mai sia stato permesso a queste persone di fare ciò che volevano nel centro di Roma.