La madre di Willy sullo studente accoltellato a La Spezia: “Ogni ragazzo ucciso riapre la mia ferita”

Un nuovo fatto di sangue tra giovani, l’accoltellamento mortale avvenuto a La Spezia, riapre una ferita che per Lucia Monteiro Duarte non si è mai rimarginata. "Da quando è morto mio figlio Willy, ogni volta che muore un ragazzo ucciso da suoi coetanei mi si riapre la stessa ferita. È un dolore grande. Occorre intervenire, occorre fare qualcosa", ha detto la madre di Willy Monteiro Duarte, il ventunenne ucciso a Colleferro nel 2020 dopo essere intervenuto per difendere un amico. Per l'omicidio sono stati condannati i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, di cui Lucia ha detto: "Io non odio questi ragazzi. Mi auguro solo che prima o poi riescano ad avere un vero atteggiamento di pentimento, che è quello che è sempre mancato".
La Giornata del Rispetto in occasione del compleanno di Willy
Le sue parole sono arrivate alla vigilia della Giornata del Rispetto, istituita dal Parlamento proprio dopo l’omicidio di Willy e celebrata ogni 20 gennaio, giorno del suo compleanno. Un’occasione che quest’anno cade mentre la cronaca torna a raccontare di coltelli e violenza tra ragazzi. "È un dolore vedere che gli stessi meccanismi continuano ancora oggi, vedere che ci sono ancora tanti giovani con così tanta rabbia dentro – ha aggiunto –. È assurdo che non si rendano conto che così rovinano anche la loro vita".
Lucia Monteiro Duarte è intervenuta nell’Aula Magna dell’Università degli Studi Internazionali di Roma (Unint), durante un incontro dedicato alla memoria del figlio, al quale hanno partecipato anche studenti delle scuole medie e superiori. Un momento di riflessione che ha visto gli interventi della rettrice Mariagrazia Russo, secondo cui "per combattere la violenza serve la cultura, che insegna il rispetto dell’altro", e del presidente dell’ateneo Fabio Bisogni, che ha sottolineato come "la cultura della non violenza nasca da uno sguardo empatico capace di riconoscere il valore della diversità". Presente anche il vicesindaco di Colleferro.
Le borse di studio in memoria di Willy Monteiro Duarte
Nel corso dell’iniziativa è stato proiettato il film "40 secondi", dedicato alla vicenda di Willy, alla presenza del regista Vincenzo Alfieri e degli attori, che hanno risposto a lungo alle domande degli studenti. L’Unint ha inoltre ricordato la borsa di studio istituita dopo la morte del ragazzo, destinata a studenti capoverdiani: sono intervenute anche le due vincitrici, una delle quali collegata dal Capo Verde. "Sono molto contenta di queste borse di studio – ha detto la madre di Willy –. È come se facessero continuare il sogno di mio figlio, che voleva diventare un grande chef".
Rivolgendosi ai giovani coinvolti oggi in episodi di violenza con le armi bianche, Lucia Monteiro Duarte ha lanciato un messaggio diretto: "Direi loro di credere sempre che il bene c’è, e che il bene va ricercato". E pensando ai genitori del ragazzo ucciso a La Spezia, ha aggiunto: "Li capisco, il loro dolore è lo stesso che ho vissuto io. A loro posso solo dire di continuare a credere che il loro figlio vive dentro di loro. È questo che dà più forza".