Notizie sull'incendio a Malagrotta a Roma
19 Giugno 2022
14:26

Incendio Malagrotta: allarme livelli diossina, nidi e materne chiusi a Fiumicino fino a martedì

L’ordinanza è stata prolungata dopo le indicazioni della Asl Roma 3, e alla luce dei dati di rilevazione dell’Arpa sui livelli di concentrazione di Diossina nell’aria.
A cura di Valerio Renzi
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Notizie sull'incendio a Malagrotta a Roma

Dopo aver ricevuto indicazioni in questo senso dalla Asl Roma 3, il sindaco di Fiumicino Esterino Montino ha promulgato una nuova ordinanza che prevede la proroga della chiusura di nidi e scuole dell'infanzia in alcune zone del territorio comunale, così come il divieto delle attività ludico ricreative pubbliche e private all'aria aperta. La nuova ordinanza è arrivata dopo la pubblicazione dei dati dell'Arpa che indicano come dopo l'incendiodel Tmb di Malagrotta, una concentrazione di diossina fuori norma e pericolosa per la salute secondo i criteri stabiliti dall'Oms.

"Il provvedimento riguarda, ovviamente, Parco Leonardo, Pleiadi, Vignole, Via Portuense nel tratto compreso tra il cimitero comunale e la fiera di Roma e via della Muratella fino all'intersezione con via della Trigolana – ricorda il primo cittadino -. Restano in vigore anche le altre misure e cioè il divieto di consumo di frutta e verdura prodotte nell'area indicata e il divieto di pascolo e razzolamento degli animali da cortile". L'enorme nuvola tossica alzatasi dall'incendio del Tmb è stata spinta dal vento dall'estrema propaggine Sud della capitale verso il litorale, in particolare verso il comune di Fiumicino adiacente alla Valle Galleria

"In generale, l'indicazione è di limitare il più possibile le attività all'aperto e di chiudere le finestre in caso di odori acri – prosegue Montino -. Martedì sono attesi i risultati dell'esame dei filtri delle centraline installate sul nostro territorio. In base ai dati che emergeranno, sempre in accordo con Asl e Arpa, decideremo eventuali nuovi provvedimenti".

 

Ieri i cittadini di Malagrotta e dintorni – che già per decenni hanno convissuto con la discarica più grande d'Europa –  sono tornati a farsi sentire con una manifestazione per chiedere la messa in sicurezza dell'area e ribadire il loro no all'apertura di nuovi impianti, a partire dal biodigestore.

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