Il giardino di via Guglielmo Pepe, quartiere Esquilino di Roma, davanti al teatro Ambra Jovinelli, è stato intitolato a Willy Monteiro Duarte, il 21enne ucciso a calci e a pugni lo scorso 6 settembre a Colleferro, Roma. Alla cerimonia erano presenti la mamma di Willy, la sorella Milena, l'ambasciatore di Capo Verde Consalves, la presidente del Municipio I, Sabrina Alfonsi, il consigliere regionale Paolo Ciani e il sindaco di Palinao, Domenico Alfieri. "Intitolare a Willy è una nuova rinascita di una comunità che vuole ricordarlo perché questa è una comunità solidale. Il 16 ottobre non è una data casuale – ha aggiunto – il giorno del rastrellamento del ghetto, perché oltre a ricordare ci è da insegnamento. Molti sono stati indifferenti e questo ha portato molti a essere deportati. Willy non è stato indifferente non si è voltato dall'altra parte ma ha aiutato chi era in difficoltà con talmente tanta convinzione da rimetterci la vita".

Sulla targa si legge: "Giardino Willy Duarte Monteiro, vittima dell'odio e della violenza per non avere fatto finta di non vedere".

La sorella di Willy: "Mio fratello era un eroe, manca a tutti"

"Grazie a tutti per l'affetto che ci avete dimostrato. Grazie per questa targa dedicata a Willy. Mio fratello era un eroe, manca a tutti", le parole di Milena, la sorella 19enne di Willy. "Sono molto contenta di questa iniziativa", ha dichiarato la mamma del 21enne.

La scorsa settimana il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito una medaglia d'oro al Valore Civile alla memoria di Willy. Questa è stata la motivazione: "Con eccezionale slancio altruistico e straordinaria determinazione, dando prova di spiccata sensibilità e di attenzione ai bisogni del prossimo, interveniva in difesa di un amico in difficoltà, cercando di favorire la soluzione pacifica di un'accesa discussione. Mentre si prodigava in questa sua meritoria azione di alto valore civico, veniva colpito da alcuni soggetti sopraggiunti che cominciavano ad infierire ripetutamente nei suoi confronti con inaudita violenza e continuavano a percuoterlo anche quando cadeva a terra privo di sensi, fino a fargli perdere tragicamente la vita. Luminoso esempio, anche per le giovani generazioni, di generosità, altruismo, coraggio e non comune senso civico, spinti fino all'estremo sacrificio".