In fin di vita dopo aggressione a Termini, vittima è un dipendente del ministero delle Imprese: fermato 20enne

Ci sono due fermi per l'aggressione avvenuta ieri sera intorno alle 22 in via Giolitti a Roma, nei pressi della stazione Termini. Si tratta di un ragazzo di vent'anni di origine tunisina, con precedenti per rissa e reati legati agli stupefacenti, e un 18enne egiziano già destinatario a gennaio di un provvedimento di espulsione. I giovani, tra i controllati in seguito al maxi blitz della Polizia di Stato subito dopo le due aggressioni (poco distante è stato pestato anche un rider di 22 anni), si trovano ora in stato di fermo. L'uomo picchiato è un dipendente del ministero delle Imprese e del Made in Italy di 57 anni: ha riportato gravi lesioni e fratture, soprattutto al volto, ed è ricoverato in prognosi riservata al Policlinico Umberto I di Roma, intubato e in stato di incoscienza nel reparto di terapia intensiva.
C'è un video dell'aggressione
A incastrare il 20enne sarebbe un video dell'aggressione, ora in mano agli inquirenti: nelle immagini si vedrebbe un gruppo composto da circa sette/otto persone dirigersi verso l'uomo e prenderlo a calci e pugni, per poi lasciarlo a terra in condizioni disperate. Indagini sono in corso sul movente, ancora non noto.
Maxi blitz dopo le aggressioni
Poco dopo, intorno alle 23, un altro ragazzo è stato aggredito sempre nella zona della stazione Termini, in via Manin. Il giovane, nonostante le ferite e il brutale pestaggio, non è in gravi condizioni. Per questo episodio sono stati arrestati altri due giovanissimi: un 21enne con precedenti e un 18enne. Al momento non è chiaro se i due episodi siano collegati: subito dopo le aggressioni, un maxi blitz di Polizia di Stato, agenti del Viminale e Squadra Mobile ha controllato decine di persone nella zona: tra queste quattro persone sospettate di aver partecipato all'aggressione del 57enne. Poco fa la notizia del fermo del 20enne.
D'Amato: "Termini terra di nessuno"
"La notte da incubo alla stazione Termini, con le persone aggredite che rischiano la vita, conferma purtroppo una situazione da terra di nessuno e certifica il fallimento delle politiche del ministero dell'Interno, che avevano promesso una maggiore sicurezza attorno alle principali stazioni, luoghi di transito e di sosta – ha dichiarato il consigliere regionale e segretario romano di Azione, Alessio D'Amato -. Servono uomini e mezzi alle forze di polizia, che vanno ringraziate per il lavoro che svolgono ogni giorno, troppo spesso senza adeguate dotazioni. Se lo Stato non riesce a garantire la sicurezza alla stazione Termini, significa che ha fallito".