Virus West Nile in Italia

Il virus West Nile arriva a Roma: primi due casi in città, salgono a 13 nel Lazio

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Immagine di repertorio
Primi due casi di virus West Nile a Roma. Si tratta di pazienti ricadenti nella Asl Roma 3, che comprende anche Fiumicino. Salgono a 13 i casi nel Lazio.

Il virus West Nile è arrivato anche a Roma. I primi due casi si sono registrati nel territorio della Asl Roma 3, che comprende i Municipi X, XI, XII e il Comune di Fiumicino. A renderlo noto è l'ultimo bollettino diffuso dall'Istituto di Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani. Nel Lazio i casi di West Nile sono complessivamente tredici, undici in più rispetto all’ultimo aggiornamento. Sono tutti casi autoctoni, ossia l'infezione è stata contratta localmente o in Italia attraverso la puntura di una zanzara, che ha punto un animale infetto. I pazienti che hanno contratto il West Nile nel Lazio dunque non l'hanno preso all'estero.

Come stanno i pazienti che hanno contratto il virus West Nile nel Lazio

Dei pazienti che hanno contratto il West Nile nel Lazio sei hanno sviluppato la forma neuroinvasiva, sei la forma febbrile e un caso è stato individuato tra i donatori di sangue. La mappa dei contagi vede nel dettaglio otto casi in provincia di Latina, che resta l'area più colpita, due casi nella Asl Roma 3, un caso in provincia di Viterbo e ulteriori due casi in fase d'indagine.

L'epicentro del virus West Nile nel Lazio è in provincia di Latina

Si trova in provincia di Latina l'epicentro del virus West Nile nel Lazio. A svolgere i controlli è la rete veterinaria, che han confermato la presenza del virus. Un campione di zanzara è risultato positivo in provincia di Latina. Nell'area di Roma invece a risultare positivi sono stati gli accertamenti fatti su un cavallo e un uccello. La Regione Lazio sull'argomento ha fornito delle indicazioni alle Asl  da diffondere ai medici di medicina generale, pediatri, medici di pronto soccorso e infettivologi.

Le raccomandazioni riguardano "azioni dirette a ridurre il rischio di trasmissione, come interventi di disinfestazione dei focolai larvali di Culex pipiens nel raggio di 200 metri dai luoghi di circolazione virale". Ai Comuni è richiesto di occuparsi di trattamenti antilarvali in ambito urbano e nelle aree circostanti del proprio territorio.

L'Asl di Latina a proposito di uno dei pazienti

Uno dei pazienti attualmente ricoverato presso il Policlinico Gemelli di Roma per infezione da West Nile Virus, un uomo di 71 anni, era stato precedentemente in cura al Santa Maria Goretti di Latina. Sul trattamento ricevuto la direttrice del Pronto Soccorso dell'ospedale, la dottoressa Rita Dal Piaz, ritiene doveroso precisare e ricostruire la corretta cronologia dei fatti inerenti al percorso assistenziale erogato.

"Il paziente è giunto in Pronto Soccorso in data 2 luglio 2026 lamentando una sintomatologia di natura esclusivamente addominale", sottolinea la dottoressa. "Nel corso della permanenza in struttura, il personale sanitario ha provveduto ad effettuare tutti gli accertamenti ematochimici e strumentali del caso. All'esito degli esami diagnostici, in data 4 luglio 2026 il paziente è stato trasferito alla clinica San Marco per il proseguimento delle cure necessarie".

"Durante tutto il periodo di degenza in Pronto Soccorso, il quadro clinico del paziente non ha mai evidenziato una sintomatologia riconducibile a infezione da West Nile Virus", aggiunge Dal Piaz. "Nello specifico, non sono stati riscontrati manifestazioni o sintomi di natura neurologica, lesioni o alterazioni dermatologiche, né algie muscolari compatibili con il virus in questione".

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