Il Sandro Pertini diventa Covid free ed è uno tra i primi ospedali di Roma e del Lazio a riaprire alle visite ai parenti ricoverati. Fanpage.it ha intervistato la direttrice della Asl Roma2 Marina Cerimele, sul traguardo raggiunto e sulla piena ripartenza dell'ospedale. Per Covid free si intende assenza di ricoveri di pazienti con coronavirus, mentre permangono ancora alcuni accessi occasionali in pronto soccorso. Prossimo obiettivo da raggiungere entro fine anno è quello di restituire completamente alla popolazione l'ospedale alla sua vocazione. Un corridoio della palazzina degli ambulatori è ancora infatti dedicato alle vaccinazioni, con la chiusura dei centri vaccinali anche quella parte dei struttura sarà riconsegnata alle normali attività. Stesso discorso vale per il Sant'Eugenio, che ha chiuso il suo reparto Covid prima inserito in Geriatria.

Qual è l'aspetto più importante della piena ripartenza dell'ospedale Pertini?

La riapertura delle visite ai parenti dall'8 giugno, con le opportune precauzioni e limitazioni. Consentiamo l'ingresso ad una persona per paziente ricoverato per un massimo di quindici minuti di permanenza, con un visitatore per ogni stanza di degenza a due letti e di due per quelle a quattro letti, con la precauzione di mantenere la distanza di un metro. All'ingresso è necessaria la mascherina chirurgica, la misurazione della temperatura corporea e la sanificazione delle mani in ingresso e in uscita. Ciò è importante specialmente per le persone anziane. Sotto questo aspetto per il personale è stata dura mantenere un atteggiamento rigido durante la pandemia.

Come state ripartendo con le attività normali?

Il 31 maggio abbiamo liberato le accettazioni e chiuso il reparto Covid, che nella seconda fase della pandemia aveva 34 posti letto aperti. I restanti sono stati liberati e dal primo giugno l'ospedale è stato riorganizzato secondo la normale attività, partendo dalla sanificazione e dal trasloco dei reparti. Dal 7 giugno è ripartita a regime l'attività ordinaria su tutti posti letto disponibili, anche di ricovero cosiddetto ‘in week', dal lunedì al venerdì, per pazienti con calcolosi, gastroenterologici, per piccoli interventi, mentre l'urgenza è stata sempre garantita. Tornata a normalità anche la parte ambulatoriale, anche se pure nella terza ondata è rimasta operativa per gli interventi urgenti.

Guardando ai mesi scorsi qual è stato il periodo con maggiore criticità e posti letto occupati?

La prima ondata, a febbraio e marzo del 2020 e durante la seconda, nei mesi di ottobre e novembre. In quelle fasi avevamo un massimo di 72 posti letto sui circa 280 disponibili, da dedicare al Covid. A fine 2020 sono stati fino a dieci i posti letto di Rianimazione occupati da pazienti Covid. Nel 2021 abbiamo avuto 34 posti letto Covid di ricovero, eravamo pronti a riaprirli tutti e 72, ma grazie al lavoro della rete regionale e alle vaccinazioni non ce n'è stato bisogno. Ora siamo ottimisti".