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Il cranio spaccato, la caviglia amputata con l’ascia: così in tre hanno quasi ucciso uno studente a Roma

I tre, di 19, 20 e 36 anni, sono accusati di tentato omicidio premeditato. Prima dell’aggressione avrebbero minacciato lo studente con videochiamate e messaggi sui social.
A cura di Francesco Esposito
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Via Flaubert al Quartaccio (da Google Maps)
Via Flaubert al Quartaccio (da Google Maps)

Prima una videochiamata su Instagram, nella quale gli hanno intimato di andare a un appuntamento per ‘regolare i conti'. Poi l'agguato sotto casa, al Quartaccio, dove lo hanno quasi ucciso. Così una banda proveniente da Bastogi, un 19enne, un 20enne e un 36enne, il 28 dicembre scorso hanno quasi ucciso uno studente di 26 anni spaccandogli il cranio con una mazza da golf e quasi amputandogli una caviglia con un'ascia. Un agguato in piena regola, che ha quasi ucciso il ragazzo, e che è valsa ai tre un'accusa di tentato omicidio con l'aggravante della premeditazione e il carcere a Regina Coeli. Solo uno, un 19enne, è ai domiciliari: ha portato gli amici a compiere il massacro ma non è mai sceso dalla Fiat 500 del padre, rimanendo in auto e non partecipando al pestaggio.

L'aggressione dopo una lite sulla strada

Come riportato da la Repubblica, i tre avevano deciso di vendicarsi dello studente per una banale lite di viabilità avvenuta pochi giorni prima dell'aggressione, il 23 dicembre, su via Cardinal Oreglia. In quell'occasione sembra che uno dei tre aggressori, Giordano di 20 anni, sia stato colpito con due schiaffi dallo studente, cittadino argentino, e che lo abbia quindi minacciato intimandogli di raggiungerlo a Largo Flanagan. Una provocazione che il 26enne aveva ignorato, ma nei giorni successivi ha ricevuto messaggi e videochiamate intimidatorie sui social.

Cinque giorni dopo in tre lo hanno preso sotto casa. Secondo quanto ricostruito dalla procura, uno degli aggressori, Giordano di 20 anni, lo ha colpito la vittima in testa con una mazza da colf con tale violenza da rompere il manico e provocargli una frattura del cranio. Il 36enne, Davide, avrebbe prima gridato di volerlo ammazzare e poi lo avrebbe colpito con la mannaia alla caviglia sinistra, con fendenti ripetuti e pesanti arrivando a un soffio da amputagli il piede. Ferite gravissime che hanno costretto lo studente argentino a un ricovero di oltre un mese all'ospedale Gemelli. Dimesso con 60 giorni di prognosi, sarà sottoposto a nuovi interventi chirurgici.

Indagati per tentato omicidio con l'aggravante della premeditazione

Ma l'aggressione poteva diventare un brutale omicidio per strada se non fosse intervenuta una residente di via Flaubert, che, allarmata dalle grida strazianti del 26enne, si è affacciata alla finestra è ha notato la scena. Ha gridato ai due aggressori di smetterla e sbattuto le mani contro il vetro con tale forza da mandarlo in frantumi. Un rumore che ha spaventato gli aggressori, i quali hanno pensato si trattasse di un colpi di pistola e si sono dati alla fuga.

È stata la stessa donna a chiamare il numero unico per le emergenze 112. Sul posto sono arrivati i soccorsi sanitari e gli agenti del commissariato di Primavalle, che hanno svolto le prime indagini. La vittima ha detto di non aver mai visto prima gli aggressori e ha sporto denuncia. I tre ragazzi di Bastogi sono stati identificati anche grazie alle immagini delle videocamere di sorveglianza della zona.

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