Una nuova straordinaria scoperta emerge dalla grotta dei Neanderthal, o forse sarebbe meglio dire, la grotta delle iene, situata a San Felice Circeo. Difatti, secondo gli studiosi, i resti degli uomini di Neanderthal rinvenuti nell'antro della caverna sono stati probabilmente portati lì proprio dalle iene. Il risultato di queste nuove indagini, ad un mese dalla prima scoperta, è stato annunciato ieri, giovedì 10 giugno, in conferenza stampa da Paola Refice, soprintendente Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina e da Mauro Rubini, direttore del servizio di antropologia della SABAP per le province di Froninone e Latina. Stando a quanto ipotizzato, la grotta Guattari era un luogo troppo buio e umido per essere preso in considerazione dai primitivi come rifugio, che preferivano stabilirsi e svolgere le proprie attività all'esterno. A dimostrazione di questa tesi, le tracce dei denti lasciate su un femore umano: l'osso presenta segni di rosicchiamento. Inoltre, se così fosse, potrebbe essere svelato anche il mistero dei fori presenti sui crani ritrovati all'interno della grotta, che si era ipotizzato fossero il risultato di alcuni rituali.

All'interno della grotta Guattari al Circeo i resti di 9 uomini di Neanderthal

Fu il paleontologo Alberto Carlo Blanc ad investigare per la prima volta su queste strane aperture presenti sulle teste degli ominidi. Era il 1939, anno in cui venne ritrovato il primo cranio da un gruppo di operai che per caso scoprirono la grotta, il cui ingresso è rimasto nascosto per millenni a causa di una frana. Ottant'anni dopo, nuovi scavi hanno portato al ritrovamento di  ulteriori resti fossili, compatibili con nove individui di Neanderthal, oltre a resti di iene, un elefante, un rinoceronte, un orso delle caverne e dell'uro, un grande bovino estinto. Non è esclusa l'ipotesi che la grotta Guattari fosse stata la tana di un branco di iene, che usavano trascinare le loro prede all'interno della caverna per consumare il pasto indisturbate. Mentre le indagini sono ancora in corso, il sindaco di San Felice Circeo, Giuseppe Schiboni, ha annunciato durante la conferenza che il sito archeologico sarà visitabile al pubblico e le prenotazioni saranno aperte dalla prima settimana di luglio.