Gattina stuprata a Roma: caccia al responsabile. L’appello dei volontari: “Chi ha visto parli”

"Il silenzio non aiuta questa gattina che ha subito atrocità indicibili e non protegge neanche voi, perché questa persona è pericolosa ed è in giro". Con queste parole rilasciate a Simona Berterame di Fanpage.it, Emanuela Bignami, presidente della sezione di Ostia della Lega Nazionale per la Difesa del Cane (Lndc), lancia l'appello dell'associazione per la gatta Rosi, violentata nel parco di Tor Tre Teste di Roma della notte fra domenica 22 e lunedì 23 marzo. "Se avete visto qualcosa, avete dei sospetti, contattateci o andate dalle forze dell'ordine".
"Ci auguriamo che con le telecamere si risalga a questo individuo"
La Lndc ha preso a cura questa atroce storia da subito. Lunedì una cittadina residente nella zona del parco ha telefonato all'associazione dicendo di aver trovato l'animale ferito. "Abbiamo consigliato di attivare la procedura prevista dalla legge: chiamare la polizia locale, che poi attiva il recupero – continua Emanuela Bignami -. Dopo un po' la signora ci ha ricontattato dicendo che c'erano ritardi nei soccorsi e che avrebbe portato lei stessa la micia in una clinica veterinaria, perché la gatta era molto grave".
Le condizioni di Rosi sono apparse subito molto difficili ai dottori, che hanno riscontrato un evento traumatico nelle parti intime. Segno inequivocabili che aveva subito una violenza sessuale. "Da lì abbiamo presentato denuncia, che è stata sottoscritta dal consigliere di Roma Capitale Rocco Ferraro, delegato all'Ambiente e alla tutela degli animali della Città metropolitana di Roma", aggiunge la volontaria. Dall'esposto in Procura sono partite delle indagini ufficiali. "Ci auguriamo che tramite le telecamere si possa risalire a questo terribile individuo, che è veramente un soggetto pericoloso" dice Bignami.
L'appello della Lndc: "Il responsabile è pericoloso"
Anche l'Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa), che insieme alla sezione di Ostia della Lndc gestisce l'Oasi felina di Porta Portese, ha presentato un esposto con cui chiede il riconoscimento della pericolosità sociale del responsabile. "La zooerastia è configurata dalla giurisprudenza come un vero e proprio reato di maltrattamento aggravato", spiega l'avvocata che rappresenta l'Enpa, Claudia Ricci.
Quella di cui è stata vittima Rosi potrebbe non essere la sola violenza commessa da questo soggetto. "Purtroppo le violenze iniziano sempre sugli animali – sottolinea Bignami – e chi commette atrocità simili, prima o poi le farà anche sull'uomo, sui bambini, sugli anziani, sulle donne".
"Rosi è forte ma è ancora sotto shock"
Dopo i primi due giorni di grande ansia, adesso le condizioni della gattina sembrano stabili e rassicuranti. "Lunedì era in uno stato comatoso e ci hanno detto che poteva non superare la notte. Invece Rosi è forte e da ieri ha cominciato un pochino a mangiare". Per fortuna le sue lesioni non sono profonde ma solo superficiali e non ha subito emorragie interne gravi. "Ma non ha ripreso le sue funzionalità al 100%. È ancora in uno stato di shock. Ha paura ma si lascia ancora accarezzare dall'uomo. Questo rende l'idea di quanto ci insegnano gli animali – conclude la volontaria -. Siamo certi che nelle prossime ore riceveremo dalla clinica ottime notizie. Incrociamo le dita e forza Rosi".