"Ero l'idolo di Willy Monteiro, mi hanno trattato come se fossi un diavolo". Sono le parole dell'ultrà romano Massimiliano Minnocci detto Er Brasile, che stamattina si è presentato al campo sportivo di Paliano, al funerale del ventunenne ucciso di botte a Colleferro la notte tra il 5 e 6 settembre. L'ultrà romano di estrema destra della borgata di Pietralata, ospite di programmi televisivi come opinionista sulle periferie di Roma e noto per le sue aggressioni e minacce fatte in passato alle forze dell'ordine, ha tentato di deporre un mazzo di fiori per il ragazzo morto, ma la polizia lo ha fermato e, prendendo i fiori al suo posto e non lo ha lasciato avvicinare al luogo della celebrazione.

"Willy mi seguiva per il riscatto che sto avendo"

"Willy mi seguiva sui social network per il riscatto che sto avendo, Ma per determinate persone è meglio che non cambi mai. Vogliono il burattino". Minnocci ha spiegato a Roberta Lanzara di Adnkronos: "Sono arrivato e i giornalisti hanno cominciato a dire ‘il Brasile, il Brasile'…La Digos si è girata, ‘vieni qua, non ti muovere', mi hanno detto e mi è risalito l'odio passato. ‘Ma che, mi sequestrate? Di cosa non mi muovo?'. Mi hanno trattato come un bandito di borgata e questo non è giusto perchè io sto cambiando e siamo tutti uguali".

"Willy rappresenta l'Italia più bella, siamo tutti dalla sua parte"

Al funerale di Willy Monteiro hanno partecipato migliaia di persone, tra cui il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e tantissimi giovani. "Non lo conoscevo a sono rimasto molto toccato da quanto è accaduto a Willy. Era un ragazzo della mia zona e la sua storia è stata traumatica per me e per tutti i miei amici" dice un ragazzo, coetaneo di Willy. "Tante persone hanno sentito il bisogno come noi di fare un piccolo sforzo ed essere presenti ai funerali di Willy – spiegano due residenti – perché vogliamo schierarci da parte di questa Italia rappresentata da Willy, piuttosto che dalla parte di quella che fa uso della violenza e prevaricazione".