Migliaia di persone hanno partecipato ai funerali di Willy Monteiro, per l'addio al ventunenne ucciso di botte a Colleferro la notte tra il 5 e 6 settembre e per il cui omicidio sono stati arrestati quattro coetanei. Una grande partecipazione di giovani, che hanno affollato le strade indossando una maglietta bianca, simbolo di una gioventù strappata via da mani criminali. Nel campo sportivo di Paliano, Comune dove il ragazzo viveva insieme al padre, alla madre e alla sorella, dove si sono svolte le esequie, le telecamere non entrate, la famiglia circondata dalla vicinanza di tantissime persone ha salutato il giovane Willy con una cerimonia, un momento di raccoglimento e preghiera per ricordarlo. "Willy poteva essere figlio, fratello o amico di tutti noi, ha fatto un gesto di coraggio, perché c'era una persona in difficoltà e lui si è messo in mezzo per aiutare – dice a Fanpage.it un uomo presente ai funerali in rappresentanza della comunità capoverdiana – Purtroppo ha avuto la peggio, ma dobbiamo recepire un grande messaggio dal suo gesto e dobbiamo ricordarlo così".

"Willy rappresenta l'Italia più bella, siamo tutti dalla sua parte"

"Non lo conoscevo a sono rimasto molto toccato da quanto è accaduto a Willy. Era un ragazzo della mia zona e la sua storia è stata traumatica per me e per tutti i miei amici" dice un ragazzo, coetaneo di Willy. "Tante persone hanno sentito il bisogno come noi di fare un piccolo sforzo ed essere presenti ai funerali di Willy – spiegano due residenti – perché vogliamo schierarci da parte di questa Italia rappresentata da Willy, piuttosto che dalla parte di quella che fa uso della violenza e prevaricazione".

Il vescovo: "Non c'è amore più grande di questo: dare la vita per gli amici"

"Non c'è amore più grande di questo: dare la vita per gli amici", queste le parole del vescovo di Tivoli e Palestrina, Monsignor Parmeggiani, che ha presieduto la Messa e ha ricordato un passaggio del Vangelo di Giovanni: "occorre rimanere in silenzio davanti al mistero della morte di un giovane. Preghiamo per questo giovane che ci lascia un grande insegnamento. Un insegnamento che non vorrei che trascorsi questi giorni pieni di coinvolgimento emotivo, di giusta compassione per Willy e la sua famiglia, di sdegno verso coloro che hanno compiuto un gesto inumano, cadesse come troppo spesso accade nell'oblio e nel fermarsi a qualche targa, monumento commemorativo, intitolazione di qualche torneo di calcio o cose del genere".

Di Alessia Rabbai e Simona Berterame