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Frutta di stagione e prodotti Dop e Igp: ecco cosa si mangerà nelle mense scolastiche di Roma

Roma Capitale ha presentato il nuovo appalto da 766 milioni per le mense scolastiche: esclusi gli ultraprocessati, più prodotti freschi, locali e biologici.
Immagine di repertorio (iStock)
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Un nuovo appalto quadriennale da 766 milioni di euro per garantire quasi 24 milioni di pasti in 816 scuole e servizi educativi di Roma. Il nuovo bando per il servizio di ristorazione scolastica è stato presentato martedì 21 luglio in Campidoglio, con il Sindaco Roberto Gualtieri, l’Assessora alla Scuola Claudia Pratelli e l’Assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi che hanno illustrato le linee guida: qualità, sostenibilità ambientale, tutela del lavoro e il pasto come momento educativo. Inoltre, ha spiegato il sindaco, "abbiamo scelto che il costo del pasto non possa essere oggetto di ribasso, premiando invece la qualità delle offerte. Vogliamo valorizzare le cucine delle scuole, favorire prodotti freschi e menu più sani e sostenibili, mettendo al centro il benessere delle bambine e dei bambini".

Nel bando sono esclusi gli alimenti ultraprocessati, mentre sarà aumentata la presenza di frutta fresca di stagione nei pasti delle bambine e dei bambini di Roma. Il nuovo appaltatore dovrà anche valorizzare i prodotti del territorio, mentre sarà incentivata la formazione dedicata al personale delle cucine, per istruirli su come preparare piatti a base di verdure, legumi e pesce, per renderli più graditi a bambine e bambini.

Il cibo come percorso educativo

"Il cibo non è solo ciò che mettiamo nel piatto – ha dichiarato l'assessora alla Scuola, formazione, lavoro, Claudia Pratelli – : è una politica pubblica che tiene insieme salute, educazione, lavoro, sostenibilità e giustizia sociale. Il pasto a scuola è infatti parte del percorso educativo, rende possibile il tempo pieno e, per molti bambini e bambine, è anche l’unico pasto proteico della giornata. Con circa 150.000 pasti serviti ogni giorno, Roma ha scelto di esercitare con responsabilità il proprio ruolo di stazione appaltante, sostenere produzioni di qualità, ridurre l'impatto ambientale e tutelare il lavoro lungo tutta la filiera. È questa la sfida: costruire una mensa più buona, più sostenibile e più giusta".

A scuola anche prodotti Dop e Igp

Riguardo alla sostenibilità ambientale che dovranno avere i menù delle scuole romane, ha parlato anche l'assessora all’Agricoltura, Ambiente e ciclo dei rifiuti, Sabrina Alfonsi. "La capitale può già vantare un eccellente standard di qualità del cibo offerto nei nidi e nelle scuole, con un sistema delle mense che occupa il 12° posto nella classifica nazionale dell’osservatorio Foodinsider. Ma ora, grazie agli obiettivi del nuovo appalto, viene rafforzata la promozione di prodotti di qualità, biologici, DOP e IGP locali e stagionali valorizzando le filiere corte". Saranno anche introdotti sistemi di monitoraggio dello spreco alimentare e promossi menù stagionali e a minore impatto ambientale (menù green). Previsti anche interventi di educazione al consumo di frutta ‘fuori calibro', ovvero fuori dagli standard di aspetto richiesti nella grande distribuzione. Ci sarà poi l'incentivo al recupero delle eccedenze e sarà chiesto alle aziende che parteciperanno di misurare l'impronta ambientale, riducendo trasporti e imballaggio.

Nel bando per le mense scolastiche attenzione anche al lavoro

L'obiettivo è anche quello di incidere sul mondo del lavoro. Oltre a premialità per le imprese che utilizzano prodotti provenienti dall'agricoltura sociale, dai beni confiscati alle mafie e dalla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, per il contrasto al caporalato, nel nuovo bando sono introdotti principi per la tutela di lavoratrici e lavoratori. Il servizio principale non potrà essere subappaltato, così da poter garantire controlli più efficaci. E poi ancora la continuità lavorativa del personale attualmente impiegato, l'obbligo di applicazione del contratto collettivo nazionale di settore, e l'introduzione di un voucher annuale di 500 euro destinato agli addetti della ristorazione scolastica che lavorano part-time.

Non solo qualità del cibo e filiera, ma anche procedure più rapide per la sostituzione delle attrezzature, con uno stanziamento 2 milioni di euro l’anno. La cultura del cibo buono e salutare arriverà nelle scuole anche con laboratori, attività di educazione alimentare e ambientale e altri percorsi di partecipazione rivolti a bambine e bambini. L'obiettivo del Campidoglio è anche quello di aprire le cucine scolastiche al territorio per renderli dei veri centri di aggregazione per i quartieri.

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