Luisa Cerato (Foto Facebook)
in foto: Luisa Cerato (Foto Facebook)

Una morte da chiarire dai contorni sui quali far luce quella di Luisa Cerato, settantacinquenne, deceduta in auto mentre stava andando al pronto soccorso di Cassino. Come riporta Il Messaggero, i famigliari hanno denunciato che le sarebbe stata negata una visita al presidio ambulatoriale territoriale della Casa della salute di Pontecorvo. Sulla vicenda indagano i carabinieri coordinati dalla Procura, che ha aperto un'inchiesta per vederci chiaro ed accertare eventuali responsabilità a carico di chi avrebbe dovuto visitarla e non l'ha fatto, per capire se si sarebbe potuta salvare, nonostante il presidio non possa intervenire su casi gravi. Al momento non ci sono nomi iscritti nel registro degli indagati. I militari hanno ascoltato le persone tra le quali anche sanitari, dell'ambulatorio di Pontecorvo e acquisito il referto che dichiara il decesso della donna presso l'ospedale, dopo che i medici, una volta giunta al nosocomio, ne hanno constato la morte. Come da prassi, il magistrato ha disposto l'autopsia sulla salma, che servirà ad accertare le cause esatte che hanno portato alla scomparsa di Luisa.

Luisa è morta in auto mentre andava in ospedale

I fatti risalgono allo scorso lunedì 19 dicembre e sono avvenuti nel territorio del Frusinate. Era tardo pomeriggio quando la settantacinquenne ha avvertito difficoltà a respirare e la nipote con la propria auto l’ha accompagnata al Pat – la Casa della Salute di Pontecorvo – dove, secondo quanto sostengono i famigliari, non sarebbe stata visitata, ma le sarebbe stato detto di andare direttamente in ospedale. Così entrambe si sono rimesse in macchina, nonostante le condizioni della donna non sembrassero migliorare. La situazione è precipitata improvvisamente durante il tragitto e Luisa al pronto soccorso dell'ospedale di Cassino non ci è mai arrivata ma è morta per strada, sotto agli occhi della nipote.