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Covid 19
31 Maggio 2021
13:13

Francesco Vaia (Spallanzani): “Via le mascherine già da oggi se il contesto è sicuro”

Il direttore dell’Istituto nazionale Malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, in una intervista rilasciata al quotidiano Corriere della Sera, torna a parlare di quando sarà possibile togliere le mascherine. “Le mascherine possono essere tolte anche oggi. Ma in un contesto sicuro”.
A cura di Paola Palazzo
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Francesco Vaia, direttore sanitario istituto Spallanzani
Francesco Vaia, direttore sanitario istituto Spallanzani
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Via le mascherine anche adesso, se l'ambiente in cui ci si trova è sicuro. A dirlo è il direttore dell'Istituto Malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, in una intervista rilasciata al quotidiano Corriere della Sera. Con la riduzione dei contagi e l'avanzare della campagna vaccinale si torna a parlare di quando sarà possibile togliere l'obbligo della mascherina. "È legittimo chiedere – risponde Vaia –  ma secondo me è sbagliato rispondere dicendo che c’è un mese giusto: il momento giusto non è né luglio, né agosto", bensì quando si crea la cosiddetta "bolla negativa", un ambiente"in cui si è tutti vaccinati, oppure all’aperto o ancora in stanze arieggiate in cui è rispettato il giusto distanziamento". Per Vaia l'Italia è pronta al passaggio in zona bianca, che nel Lazio dovrebbe avvenire lunedì 14 giugno, ma con la premessa per tutti i cittadini di "continuare ad usare il buon senso" perché il virus è ancora in circolazione.

Francesco Vaia (Spallanzani): "Il prossimo passo è portare le terapie monoclonali nelle case dei pazienti"

Il vaccino, spiega il direttore dello Spallanzani, è fondamentale per la convivenza contro il virus. E non solo. Un'importante risposta all'emergenza sanitaria è data dalla "forza dei cittadini e del nostro Paese tutto che hanno dimostrato che con la gradualità, anche quella nelle riaperture, si può solo andare avanti e non tornare indietro". Ma anche "le terapie innovative, che se iniziate nei primi giorni di manifestazione della malattia, evitano ospedalizzazioni e ricoveri in terapie intensive". Il passo successivo per Vaia è "portare le terapie con gli anticorpi monoclonali nelle case dei pazienti attraverso la medicina del territorio. Soprattutto per le categorie più a rischio che sono i diabetici, gli ipertesi e gli obesi". Per fare questo, lo Spallanzani ha avviato la sperimentazione per la somministrazione di questa terapia intramuscolo. Attualmente viene effettuata solo in ospedale.

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